Biglietti Euro 2024: come ha funzionato la vendita UEFA (e cosa insegna per il 2028)
I biglietti Euro 2024 sono stati il primo vero banco di prova del sistema di vendita UEFA nell’era post-pandemia, con richieste arrivate da oltre 200 paesi. Ripercorrere come ha funzionato quella campagna — fasi, prezzi, criticità — è utile non per nostalgia, ma perché il meccanismo di base tende a ripetersi, con aggiustamenti, anche per Euro 2028. Quando UEFA pubblicherà i dettagli della vendita per il torneo Regno Unito-Irlanda, sapere già come si muove la macchina aiuta a non farsi cogliere impreparati.

Le fasi di vendita: dalla richiesta al sorteggio
Il meccanismo di Euro 2024 non era una vendita a sportello, ma un sistema di richiesta e sorteggio. La prima finestra si è aperta il 3 ottobre 2023 e si è chiusa il 26 ottobre: in questo periodo chiunque, in qualunque parte del mondo, poteva registrarsi sul portale ufficiale e fare richiesta per un massimo di quattro biglietti a partita (una sola partita al giorno per richiedente). Oltre l’80% dei 2,7 milioni di biglietti totali del torneo era destinato ai tifosi delle squadre partecipanti e al pubblico generico, con più di 1,2 milioni di tagliandi messi in gioco proprio in questa prima fase.
L’assegnazione non seguiva l’ordine di arrivo delle richieste, ma un sorteggio: chi non risultava tra i vincitori veniva iscritto automaticamente al programma “Fans First”, con priorità sulle disponibilità successive. Dopo il sorteggio della fase a gironi del 2 dicembre 2023, si è aperta una seconda fase riservata ai tifosi delle nazionali qualificate — solo in quei dieci giorni (2-12 dicembre) sono arrivate oltre 30 milioni di richieste da 206 paesi, un dato che dà la misura dell’interesse reale rispetto alla disponibilità. Un’ultima finestra ha riguardato i tifosi delle nazionali uscite dagli spareggi di marzo 2024.
Prezzi: dai 30 euro della fase a gironi ai listini della finale
La struttura dei prezzi era pensata per restare accessibile a una base ampia di pubblico. Circa 270.000 biglietti per la fase a gironi sono stati messi in vendita a 30 euro, e circa un milione a 60 euro o meno. Salendo nel tabellone i prezzi minimi crescevano: 50 euro dagli ottavi, 60 per i quarti, 80 per le semifinali, fino ai 95 euro del biglietto più economico per la finale di Berlino — cifra comunque bassa se confrontata con altri grandi eventi sportivi internazionali. Per la finale, la fascia più alta (Prime Seats) arrivava invece a 2.000 euro. UEFA riservava inoltre biglietti a prezzo più conveniente per i tifosi con disabilità, con un secondo tagliando gratuito per l’accompagnatore.
La piattaforma di rivendita ufficiale: la risposta al bagarinaggio
Per contrastare il mercato nero, UEFA ha attivato una piattaforma di rivendita ufficiale, l’unica autorizzata, che permetteva di rimettere in vendita i biglietti al solo valore nominale — niente ricarichi. Aperta in finestre temporali predefinite a partire da marzo 2024, ha avuto un esito che la stessa UEFA ha segnalato come indicativo dell’enorme domanda: nella prima finestra di marzo sono stati messi in rivendita appena 39.398 biglietti, il numero più basso mai registrato in un Europeo — segno che pochissimi tifosi rinunciavano al proprio posto. Quando la piattaforma ha riaperto il 13 marzo, oltre 250.000 persone si sono messe in coda virtuale per accaparrarsi quei pochi tagliandi disponibili.
Il bilancio: numeri da record e qualche criticità
Sul piano dei numeri, Euro 2024 è stato un torneo sold out in partenza: 2,7 milioni di biglietti per 51 partite, con una domanda che ha ampiamente superato l’offerta in ogni fase. Non sono mancati però i lati critici, comuni del resto a ogni grande evento sportivo internazionale. Il più concreto: i truffatori. Le autorità svizzere per la cybersicurezza (NCSC) hanno segnalato durante il torneo siti-truffa che si spacciavano per rivenditori ufficiali, alcuni con recensioni negative fino al 97% dei casi, che incassavano pagamenti senza mai consegnare i biglietti. La raccomandazione, valida anche in vista di Euro 2028, resta la stessa: acquistare esclusivamente dal portale ufficiale UEFA o dai canali della propria federazione, mai da rivenditori terzi trovati online.
Cosa insegna Euro 2024 in vista di Euro 2028
Il modello di vendita di Euro 2024 — richiesta e sorteggio anziché acquisto diretto, fasce di prezzo crescenti col progredire del tabellone, piattaforma di rivendita ufficiale a prezzo nominale — è verosimilmente lo schema di riferimento anche per Euro 2028 nel Regno Unito e in Irlanda, salvo annunci UEFA che introducano modifiche. Un elemento in più da tenere d’occhio per il 2028: il tema dei prezzi dinamici nella vendita di biglietti sportivi è finito sotto la lente della Commissione Europea proprio nel 2026, con un reclamo di associazioni di consumatori contro un altro grande evento internazionale — un segnale che UEFA potrebbe considerare nell’impostare la propria strategia di vendita per il prossimo Europeo. Per chi segue l’Italia verso la qualificazione, la raccomandazione pratica resta semplice: registrarsi in anticipo sul portale ufficiale non appena UEFA lo aprirà, e diffidare di qualunque canale alternativo prometta “posti garantiti”.Biglietti Euro 2024: come ha funzionato la vendita UEFA (e cosa insegna per il 2028)
I biglietti Euro 2024 sono stati il primo vero banco di prova del sistema di vendita UEFA nell’era post-pandemia, con richieste arrivate da oltre 200 paesi. Ripercorrere come ha funzionato quella campagna — fasi, prezzi, criticità — è utile non per nostalgia, ma perché il meccanismo di base tende a ripetersi, con aggiustamenti, anche per Euro 2028. Quando UEFA pubblicherà i dettagli della vendita per il torneo Regno Unito-Irlanda, sapere già come si muove la macchina aiuta a non farsi cogliere impreparati.