Nove stadi, otto città, quattro nazioni: Euro 2028 porterà il calcio continentale in alcuni dei terreni più carichi di storia del Regno Unito e dell’Irlanda. Si va dal Novecento appena iniziato di St James’ Park e Villa Park — entrambi aperti tra il 1880 e il 1897, ancora oggi cuore pulsante delle rispettive città — fino al più moderno degli impianti, l’Hill Dickinson Stadium di Liverpool, inaugurato nel 2025 sul lungofiume del Mersey.
La partita inaugurale si giocherà al National Stadium of Wales di Cardiff; la finale, come da tradizione, a Wembley. Quattro sedi ospiteranno i quarti di finale (Cardiff, Wembley, Glasgow e Dublino, l’unica sede fuori dal Regno Unito), mentre le altre cinque — Tottenham Hotspur Stadium, Manchester City Stadium, Everton Stadium, St James’ Park e Villa Park — accoglieranno gare fino agli ottavi.
Villa Park merita una menzione a parte: è l’unico stadio del torneo ancora in fase di ampliamento, con la North Stand che verrà portata a oltre 12.000 posti per superare quota 50.000 complessivi entro l’inizio della stagione 2027/28 — giusto in tempo per l’estate del torneo.
Partita inaugurale · Quarti
National Stadium of Wales
Cardiff, Galles
Semifinali e finale
Wembley Stadium
Londra, Inghilterra
Fino agli ottavi
Tottenham Hotspur Stadium
Londra, Inghilterra
Fino agli ottavi
Manchester City Stadium
Manchester, Inghilterra
Fino agli ottavi Everton Stadium
Liverpool, Inghilterra
Fino agli ottavi
St James’ Park
Newcastle, Inghilterra
Fino agli ottavi
Villa Park
Birmingham, Inghilterra
Quarti di finale
Hampden Park
Glasgow, Scozia
Quarti di finale
Dublin Arena (Aviva Stadium)
Dublino, Irlanda
Sono nove stadi molto diversi tra loro, per epoca e storia. National Stadium of Wales ed Everton Stadium (Hill Dickinson Stadium) rappresentano i due estremi cronologici: il primo aperto nel 1999 come sostituto del vecchio Cardiff Arms Park, il secondo inaugurato nel 2025 sul lungofiume del Mersey, il più recente tra i nove impianti. All’altro capo della scala ci sono St James’ Park (1880) e Villa Park (1897), entrambi ancora oggi sede stabile del club che li ha fondati oltre 125 anni fa — una continuità rara nel calcio europeo, dove molti stadi storici sono stati demoliti o sostituiti nel frattempo.
La distribuzione geografica racconta anche una storia logistica. Otto delle nove sedi si trovano nel Regno Unito, con una forte concentrazione nel nord dell’Inghilterra (Newcastle, Manchester, Liverpool) e nelle Midlands (Birmingham), oltre alla capitale londinese con due impianti. Dublino resta l’unica sede fuori dal Regno Unito: chi segue l’Italia in trasferta e capita in Irlanda dovrà quindi considerare un trasferimento aereo o via traghetto, mentre gli spostamenti tra le città britanniche restano coperti dalla rete ferroviaria nazionale.
Sul piano sportivo, le fasi assegnate a ciascuno stadio non sono casuali: rispecchiano in parte la capienza attuale e prospettica degli impianti. Cardiff, Glasgow e Dublino ospitano i quarti di finale accanto a Wembley, che resta l’unica sede di semifinali e finale — una gerarchia che ricalca da vicino quella già vista a Euro ’96, quando diversi di questi stessi stadi (St James’ Park, Villa Park, Hampden Park) avevano già ospitato gare della fase a gironi.
Villa Park merita un discorso a parte perché, a differenza degli altri otto impianti, arriverà al torneo non nella sua configurazione attuale ma in una versione ampliata: il cantiere sulla North Stand, avviato a marzo 2026, porterà la capienza da circa 42.600 a oltre 50.000 posti entro l’inizio della stagione 2027/28. È l’unico caso, tra le nove sedi, in cui l’infrastruttura viene effettivamente potenziata in vista dell’evento, mentre gli altri stadi si presentano già nella forma che accoglierà il pubblico internazionale.
Per chi organizza la trasferta, la scelta dello stadio non è solo una questione sportiva ma anche pratica: capienza, distanza dal centro città e collegamenti ferroviari cambiano sensibilmente da una sede all’altra, e le guide città dedicate (linkate qui sotto) entrano nel dettaglio di ciascuna destinazione.