EUROPEI 1968 — ITALIA
Gli Europei 1968 sono la 3ª edizione del Campionato Europeo di calcio, disputata in Italia dal 5 al 10 giugno 1968. È la prima volta che il paese ospita la competizione, e proprio da questa edizione il torneo cambia nome: da “Coppa delle Nazioni Europee” a “Campionato Europeo UEFA”, denominazione mantenuta fino ad oggi.
Come nelle due edizioni precedenti, la fase finale era riservata a sole 4 squadre, qualificate attraverso un percorso di gironi (novità di questa edizione, al posto dell’eliminazione diretta di andata e ritorno) seguito da quarti di finale disputati nella prima metà del 1968. Il torneo vero e proprio si riduceva quindi a due semifinali, una finale per il 3°/4° posto e la finale, tutte gara secca, disputate in appena sei giorni tra Napoli, Firenze e Roma.
Questa edizione è passata alla storia per due episodi più unici che rari nel calcio internazionale: all’epoca non esistevano ancora i calci di rigore come metodo di spareggio, introdotti solo nel decennio successivo. Una semifinale pari dopo i tempi supplementari veniva decisa a sorteggio con il lancio di una moneta, mentre una finale pari veniva integralmente ripetuta due giorni dopo.
Nella prima semifinale, a Napoli, l’Italia e l’Unione Sovietica hanno chiuso 0-0 anche dopo i tempi supplementari. La qualificazione degli azzurri alla finale è stata decisa dal lancio di una moneta: il capitano Giacinto Facchetti ha indovinato il lato giusto, regalando all’Italia l’accesso alla finale senza che una sola rete fosse stata segnata in campo — l’unica partita ufficiale nella storia degli Europei decisa in questo modo.
Nell’altra semifinale, a Firenze, la Jugoslavia ha eliminato l’Inghilterra campione del mondo in carica grazie a un gol di Dragan Džajić all’86’, negando agli inglesi la possibilità di affiancare al titolo mondiale del 1966 anche quello continentale.
Nella finale per il terzo posto, l’Inghilterra ha superato l’Unione Sovietica per 2-0 con reti di Bobby Charlton e Geoff Hurst, gli stessi protagonisti della finale mondiale di due anni prima.
In finale, il 8 giugno allo Stadio Olimpico di Roma, la Jugoslavia è passata in vantaggio con Dragan Džajić al 39′, ma l’Italia ha trovato il pareggio a dieci minuti dalla fine con un gol di Angelo Domenghini. Il punteggio di 1-1 è rimasto invariato anche dopo i tempi supplementari, e per la prima e finora unica volta nella storia di un grande torneo internazionale (Europeo o Mondiale), la finale è stata integralmente ripetuta due giorni dopo.
Nella ripetizione, il commissario tecnico Ferruccio Valcareggi ha cambiato ben cinque undicesimi della formazione titolare, inserendo tra gli altri Sandro Mazzola e Luigi Riva. La Jugoslavia, decimata da infortuni, non è riuscita a opporre la stessa resistenza della prima gara: Riva e Pietro Anastasi hanno firmato le reti del 2-0 già nel primo tempo, regalando all’Italia il suo primo titolo europeo.
Con questo successo l’Italia ha conquistato il suo primo titolo europeo nella storia della competizione, il primo grande trofeo internazionale della nazionale azzurra dopo i Mondiali del 1934 e del 1938.
Sul fronte marcatori, Dragan Džajić ha chiuso il torneo da capocannoniere con 2 gol — il gol vittoria in semifinale contro l’Inghilterra e il vantaggio nella prima finale contro l’Italia — nonostante la sconfitta della sua Jugoslavia.
SEMIFINALI
| Data | Squadra 1 | Squadra 2 | Ris. | Rigori/Supp. | Marcatori | Stadio |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 05/06 | Italia | URSS | 0-0 | d.t.s., sorteggio | — | San Paolo, Napoli |
| 05/06 | Jugoslavia | Inghilterra | 1-0 | — | Džajić 86′ | Stadio Comunale, Firenze |
L’Italia si qualifica alla finale grazie al lancio di una moneta, vinto dal capitano Giacinto Facchetti: l’unica partita ufficiale nella storia degli Europei decisa in questo modo.
FINALE 3°/4° POSTO
| Data | Squadra 1 | Squadra 2 | Ris. | Marcatori | Stadio |
|---|---|---|---|---|---|
| 08/06 | Inghilterra | URSS | 2-0 | Charlton, Hurst | Stadio Olimpico, Roma |
LA FINALE (E LA SUA RIPETIZIONE)
Roma, Stadio Olimpico, 8 giugno 1968. Italia contro Jugoslavia, in una finale che si complica subito per gli azzurri: al 39′ Dragan Džajić porta in vantaggio gli slavi con un preciso diagonale. L’Italia fatica a reagire per gran parte della partita, ma trova il pareggio a dieci minuti dal termine grazie ad Angelo Domenghini, che riporta il match in equilibrio.
Il punteggio di 1-1 resiste anche ai tempi supplementari, e per regolamento — non essendo ancora previsti i calci di rigore — la finale viene rinviata a una ripetizione integrale, da giocarsi due giorni più tardi. “Sinceramente non meritavamo il pareggio”, ammette il portiere azzurro Dino Zoff nel dopo-partita.
Nella ripetizione del 10 giugno, il Ct Ferruccio Valcareggi cambia cinque undicesimi della squadra titolare, inserendo tra gli altri Sandro Mazzola e Luigi Riva. La Jugoslavia, falcidiata da infortuni e assenze, non riesce a opporre la stessa resistenza: Riva e Pietro Anastasi firmano le reti del 2-0, entrambe nella prima mezz’ora di gioco, regalando all’Italia il primo titolo continentale della sua storia.
| Data | Squadra 1 | Squadra 2 | Ris. | Rigori/Supp. | Marcatori | Stadio | Note |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 08/06 | Italia | Jugoslavia | 1-1 | d.t.s. | Domenghini 80′ (Ita); Džajić 39′ (Jug) | Stadio Olimpico, Roma | Pareggio non risolto: la finale viene ripetuta integralmente due giorni dopo |
| 10/06 | Italia | Jugoslavia | 2-0 | — | Riva, Anastasi (entrambi nel 1° tempo) | Stadio Olimpico, Roma | Primo titolo dell’Italia; unica finale della storia di Europei o Mondiali decisa alla ripetizione |
Con questo successo l’Italia conquista il suo primo titolo europeo nella storia della competizione, il primo grande trofeo internazionale della nazionale azzurra dopo i Mondiali del 1934 e del 1938 — un trionfo che sarebbe rimasto l’unico degli azzurri agli Europei fino al bis di Wembley del 2021, 53 anni più tardi.
RECORD E CURIOSITÀ
• La semifinale Italia-URSS è l’unica partita ufficiale nella storia degli Europei decisa dal lancio di una moneta, vinto dal capitano azzurro Giacinto Facchetti.
• La finale Italia-Jugoslavia, ripetuta integralmente dopo l’1-1 dei tempi supplementari, resta l’unica finale della storia di un Europeo o Mondiale decisa in questo modo.
• Dragan Džajić capocannoniere del torneo con 2 gol, entrambi decisivi (gol vittoria in semifinale contro l’Inghilterra, vantaggio nella prima finale), nonostante la sconfitta della Jugoslavia.
• Da questa edizione il torneo cambia nome ufficiale, da “Coppa delle Nazioni Europee” a “Campionato Europeo UEFA”.
• L’Italia elimina l’Inghilterra campione del mondo in carica dalla corsa al titolo, indirettamente, tramite la vittoria della Jugoslavia in semifinale.
• Il pallone ufficiale del torneo, il Telstar Elast, introduce per la prima volta il celebre disegno a pentagoni neri ed esagoni bianchi, pensato per essere più visibile nelle trasmissioni televisive in bianco e nero.
IL PERCORSO DELL’ITALIA
L’Italia di Ferruccio Valcareggi, padrona di casa, ha raggiunto la fase finale attraverso il girone di qualificazione e i quarti di finale disputati nella prima parte del 1968. In semifinale, a Napoli, gli azzurri hanno pareggiato 0-0 con l’Unione Sovietica anche dopo i tempi supplementari, qualificandosi alla finale grazie al lancio di una moneta vinto dal capitano Giacinto Facchetti.
In finale, dopo l’1-1 della prima gara contro la Jugoslavia (gol di Angelo Domenghini), l’Italia ha vinto la ripetizione per 2-0 grazie alle reti di Luigi Riva e Pietro Anastasi, entrambe nel primo tempo, conquistando il primo titolo continentale della sua storia davanti al proprio pubblico.