EUROPEI.NET

Lavorare in Irlanda da italiano: guida pratica

Chi arriva dall’Italia con l’idea di lavorare in Irlanda da italiano parte da un vantaggio che spesso si dà per scontato: l’Irlanda è un paese UE. Il punto delicato non è ottenere l’autorizzazione a lavorare, ma la burocrazia dei primi giorni — quella sì, se sbagliata, costa soldi veri sulla prima busta paga.

Nessuna autorizzazione speciale, ma un numero sì

Per lavorare in Irlanda da italiano non serve alcun employment permit: l’Italia è uno stato membro dell’Unione Europea e la libera circolazione copre già tutto. Serve però, fin dal primo giorno, il PPS Number (Personal Public Service Number): sette cifre più una o due lettere, l’equivalente irlandese del codice fiscale abbinato all’INPS.

Si richiede tramite il portale MyWelfare.ie con un account MyGovID, ma la richiesta si conclude sempre con un appuntamento di persona presso un Intreo Centre — non è un processo che si esaurisce online. Per l’appuntamento servono passaporto o carta d’identità, prova di indirizzo in Irlanda (bolletta o lettera bancaria recente) e un documento che spieghi perché serve il numero (lettera di assunzione, contratto d’affitto).

Registrare il lavoro su Revenue, o si paga la tassa d’emergenza

Ottenuto il PPS Number, il passaggio che molti dimenticano è registrare il nuovo impiego su myAccount di Revenue (sezione “Jobs and Pensions”). Se il datore di lavoro non riceve la Revenue Payroll Notification (RPN) collegata al proprio PPS Number, per le prime settimane si viene tassati con l’aliquota massima e senza le detrazioni personali standard — la cosiddetta tassa d’emergenza, che su uno stipendio medio può significare centinaia di euro in meno per un mese o due.

Registrare il lavoro appena firmato il contratto, prima ancora del primo giorno, evita quasi sempre il problema.

Dove cercare davvero lavoro

Chi vuole lavorare in Irlanda da italiano farà bene a concentrarsi su tre canali, in ordine di peso reale: LinkedIn (dove passa la maggior parte dei recruiter, specialmente per ruoli qualificati), e i due grandi portali locali IrishJobs.ie e Jobs.ie. Indeed.ie resta utile come aggregatore generalista. Per settori specifici — sanità, tecnologia, pubblico impiego — esistono portali dedicati, ma i tre canali sopra coprono la stragrande maggioranza delle offerte reali.

Stipendio minimo e cosa aspettarsi in busta paga

Per chi si prepara a lavorare in Irlanda, capire come funziona la busta paga evita brutte sorprese al primo stipendio. Dal 1° gennaio 2026 il salario minimo nazionale in Irlanda è 14,15 euro l’ora per i lavoratori dai 20 anni in su, con tariffe ridotte per chi ha meno di 20 anni. Sulla busta paga, oltre all’imposta sul reddito (PAYE), si troveranno due voci che in Italia non esistono con questo nome: l’USC (Universal Social Charge, una sovrimposta a scaglioni) e il PRSI (i contributi previdenziali).

Le aliquote cambiano ogni anno con la legge di bilancio, quindi conviene sempre controllare l’importo aggiornato su Revenue.

Il CV: più corto e diverso da quello italiano

Il CV standard in Irlanda è una pagina, massimo due per profili molto senior, senza foto e senza dati personali come età o stato civile (l’anti-discriminazione in fase di selezione è presa sul serio). La lettera di presentazione resta importante per ruoli qualificati, meno per lavori nel settore ospitalità o retail, dove spesso basta candidarsi direttamente in negozio o tramite il modulo online dell’azienda.

Chi si sta organizzando per il trasferimento troverà utile anche la guida alle differenze culturali tra Italia e Irlanda e l’hub Vivere in Irlanda con gli altri temi pratici già pubblicati. In sintesi: lavorare in Irlanda da italiano non ha ostacoli legali, ma ha una sequenza burocratica precisa — PPS Number prima, registrazione su Revenue subito dopo — che vale la pena rispettare nell’ordine giusto.

lavorare in Irlanda da italiano
Foto: Rodrigo Silva, Wikimedia Commons (CC BY 2.0 — creativecommons.org/licenses/by/2.0)
EURO 2028Sei un vero appassionato di calcio europeo? Mettiti alla prova col quiz
Fai il quiz