Il Natale in Inghilterra ha un calendario tutto suo. Comincia a fine novembre con il pudding, arriva al culmine il 25 dicembre con il tacchino, i crackers e il discorso del re, e continua il 26 con il Boxing Day, una festa che in Italia non esiste.
Chi lo vive per la prima volta, da turista o da chi ha appena iniziato a vivere nel Regno Unito, trova anche qualche sorpresa pratica: il giorno di Natale i grandi negozi restano chiusi per legge e a Londra non circolano né la metropolitana né gli autobus. Scozia e Galles, poi, hanno tradizioni proprie, diverse da quelle inglesi.
Stir-up Sunday, la domenica del pudding
Il primo appuntamento arriva un mese prima. L’ultima domenica prima dell’Avvento è la Stir-up Sunday, il giorno in cui le famiglie preparano il Christmas pudding: nel 2026 cade il 22 novembre.
Il nome viene dalla preghiera che la Chiesa d’Inghilterra legge quella domenica nel Book of Common Prayer, che comincia con le parole “Stir up, we beseech thee, O Lord” (“Risveglia, ti preghiamo, o Signore”). In inglese “stir” vuol dire anche mescolare, e il passaggio dalla preghiera alla cucina è stato breve.
Ogni componente della famiglia dà un giro all’impasto ed esprime un desiderio, mescolando da est a ovest in onore dei Re Magi. Nell’impasto finisce spesso una moneta d’argento: chi trova il sixpence nella propria fetta, il giorno di Natale, avrà un anno fortunato.
Il pudding è un dolce scuro di frutta secca e spezie come cannella, noce moscata e chiodi di garofano. Matura per settimane e arriva in tavola il 25 dicembre, bagnato di brandy e acceso con la fiamma prima di servirlo.
Il pranzo del 25 dicembre
Il pranzo di Natale è la versione più ricca del roast, l’arrosto che è uno dei pilastri della cucina inglese. Al centro c’è il tacchino, che per molte famiglie ha preso il posto dell’oca solo nel Novecento.
Attorno al tacchino ci sono contorni che non cambiano da una casa all’altra:
- patate e pastinache arrosto;
- il ripieno, lo stuffing;
- i pigs in blankets, piccole salsicce avvolte nella pancetta;
- i cavoletti di Bruxelles;
- la salsa di mirtilli rossi e il gravy, il sugo dell’arrosto;
- la bread sauce, una salsa di pane, latte, cipolla e chiodi di garofano.
Nelle famiglie vegetariane il tacchino lascia spesso il posto a un arrosto di castagne, funghi e verdure invernali.
Dopo il pudding arrivano i mince pies, tortine ripiene di mincemeat, un composto dolce di frutta secca e spezie, servite con panna o burro al brandy. Pudding e mince pies pronti sono sugli scaffali di tutti i supermercati britannici durante le feste, per chi non ha tempo di prepararli.
I crackers, il botto a tavola
Accanto a ogni piatto c’è un cracker: un tubo di cartone avvolto in carta colorata che due persone tirano dalle estremità finché si apre con un piccolo scoppio. Dentro ci sono una corona di carta velina, un piccolo regalo e un biglietto con una battuta o un indovinello.
Li ha inventati a metà Ottocento Tom Smith, un pasticcere londinese che vendeva confetti avvolti in un incarto di carta colorata. Lo scoppio è arrivato dopo, per rilanciare le vendite. Corone e regalini li ha aggiunti il figlio Walter, per battere la concorrenza.
Il discorso del re alle tre del pomeriggio
Alle 15 del 25 dicembre BBC One e ITV1 trasmettono il messaggio di Natale del sovrano.
La tradizione nasce nel 1932, quando re Giorgio V parla alla radio da Sandringham con un testo scritto da Rudyard Kipling. L’orario delle tre del pomeriggio serve a raggiungere il maggior numero di paesi dell’Impero. La prima trasmissione in televisione è del 1957, con la regina Elisabetta II. La storia completa dei messaggi è sul sito della famiglia reale.
Nine Lessons and Carols, la vigilia in musica
La vigilia ha un appuntamento seguito in tutto il paese: A Festival of Nine Lessons and Carols, nove letture bibliche alternate a canti natalizi nella cappella del King’s College di Cambridge. Il college lo celebra dal 1918, la radio lo trasmette dal 1928 e dal 1919 il servizio comincia sempre con “Once in Royal David’s City”. La storia della celebrazione è raccontata dallo stesso college.
Boxing Day, il 26 dicembre
Il 26 dicembre è il Boxing Day, giorno festivo dal 1871 (in Scozia solo dal 1974). Quando cade nel fine settimana, la festa passa al primo giorno feriale.
Per il nome ci sono due spiegazioni. La prima riguarda le cassette delle offerte che le chiese raccoglievano durante l’Avvento e aprivano il 26, giorno di Santo Stefano, per distribuire il denaro ai poveri. La seconda riguarda i Christmas boxes, i regali in denaro, cibo o merce che le famiglie benestanti davano ai domestici, al lavoro anche il giorno di Natale, e ai fornitori come i postini.
Oggi il Boxing Day è soprattutto sport, con calcio e corse di cavalli, e shopping: i saldi partono quel giorno e sono uno dei momenti dell’anno in cui risparmiare nel Regno Unito è più facile. C’è anche chi fa il Boxing Day Dip, un tuffo nell’acqua gelata per raccogliere fondi in beneficenza.
In Irlanda il 26 dicembre resta Santo Stefano, con il Wren Day e le altre tradizioni irlandesi delle feste.
Il 25 dicembre negozi chiusi e trasporti fermi
In Inghilterra e Galles il Christmas Day (Trading) Act 2004 vieta ai negozi con più di 280 metri quadrati di superficie di aprire il giorno di Natale, qualunque giorno della settimana sia. Restano aperti i negozi piccoli e alcune categorie escluse, come farmacie, distributori di benzina e negozi dentro stazioni e aeroporti.
In Scozia vale una legge simile del 2007, con la stessa soglia dei 280 metri quadrati.
I trasporti si fermano quasi del tutto. A Londra, il 25 dicembre non circolano metropolitana, Overground, Elizabeth line, DLR e autobus, e non partono treni National Rail. Restano taxi, auto a noleggio con conducente, le biciclette Santander Cycles e alcuni pullman. Da decenni, il 25 dicembre la città si muove a piedi, in bici o in taxi.
Il 26 dicembre i servizi ripartono, ma ridotti: alcune linee restano chiuse e pochi operatori ferroviari fanno circolare treni. Prima di mettersi in viaggio conviene controllare gli orari delle feste di TfL e National Rail. Chi deve spostarsi tra città proprio a Natale deve contare soprattutto sull’auto, con le regole per viaggiare in auto nel Regno Unito.
I mercatini di Natale
Le città si preparano già da novembre. Il mercatino più noto è il Frankfurt Christmas Market di Birmingham, nato dal gemellaggio con Francoforte e presentato come il più grande mercatino tedesco autentico fuori da Germania e Austria. Nel 2026 è aperto dal 5 novembre al 24 dicembre tra Victoria Square e New Street, con pista di pattinaggio e ruota panoramica in Centenary Square fino al 3 gennaio.
Mercatini e piste di pattinaggio compaiono un po’ in tutte le grandi città. Per girarli conviene vestirsi a strati: a dicembre, a Londra, il buio arriva verso le quattro del pomeriggio e d’inverno il clima del Regno Unito è più umido che rigido.
La pantomima, il teatro delle feste
A Natale quasi tutti i teatri britannici mettono in scena una pantomime, o panto: uno spettacolo comico per famiglie basato su una fiaba, con musica, parodie di canzoni pop e battute a doppio senso che passano sopra la testa dei bambini. Le storie più rappresentate sono Cenerentola e Jack e la pianta di fagioli. Spesso è il primo spettacolo dal vivo che un bambino vede.
Le radici sono italiane: la pantomima britannica discende dalla commedia dell’arte, e nel Settecento in scena c’era ancora Arlecchino. Oggi la parte più attesa la fa il pubblico: quando il cattivo si avvicina alle spalle dell’eroe, tutta la sala grida “It’s behind you!”, “È dietro di te!”. La dame, la signora buffa e sopra le righe, è per tradizione interpretata da un uomo.
Scozia, il Natale tornato tardi
In Scozia il Natale è rimasto in secondo piano per quasi quattro secoli. Con la Riforma del 1560 la Chiesa presbiteriana rifiuta le feste del calendario cattolico, e nel 1640 il parlamento scozzese abolisce le vacanze di Natale. Fino agli anni Sessanta del Novecento molti scozzesi lavoravano normalmente il 25 dicembre: il Natale è diventato festivo solo nel 1958 e il Boxing Day nel 1974.
La grande festa scozzese è sempre stata Hogmanay, la notte del 31 dicembre, seguita dal Ne’erday, il primo dell’anno. La Chiesa la vedeva male ma non l’ha mai vietata, e Hogmanay ha messo radici profonde. Dagli anni Ottanta il Natale ha recuperato terreno.
Galles, la Mari Lwyd
Nel Galles del sud, soprattutto in Glamorgan e Gwent, il periodo tra Natale e Capodanno ha una tradizione unica: la Mari Lwyd, la “giumenta grigia”. È un teschio di cavallo montato su un bastone, decorato con nastri colorati e coccarde, portato in giro da un uomo nascosto sotto un lenzuolo bianco. La mascella si apre e si chiude per spaventare i passanti.
Il gruppo che accompagna la Mari Lwyd bussa alle case e canta strofe per farsi aprire. I padroni di casa rispondono cantando a loro volta, con scuse e prese in giro: è il pwnco, una sfida in rima che va avanti finché una delle due parti esaurisce le idee. Alla fine il gruppo entra e riceve cibo e birra. La tradizione è quasi sparita nel Novecento ed è poi tornata in diverse località.
La Dodicesima notte
Le feste finiscono con la Twelfth Night, la Dodicesima notte, che per la Chiesa d’Inghilterra è il 5 gennaio (c’è chi conta il 6). Entro quella data alberi e decorazioni vanno tolti: una superstizione ancora diffusa vuole che porti sfortuna lasciarli in casa oltre, ma anche smontarli troppo presto.