Nel Regno Unito e in Irlanda le prese di corrente non sono quelle italiane. La spina è di tipo G, con tre poli rettangolari disposti a triangolo, e nessuna spina italiana entra nella presa senza un adattatore. La tensione invece coincide: 230 volt a 50 hertz, come in Italia, quindi telefoni, computer, rasoi e asciugacapelli italiani funzionano senza trasformatore: basta l’adattatore giusto.
La spina di tipo G
Il sistema britannico è definito dalla norma BS 1363, che regola spine, prese e adattatori da 13 ampere. Dei tre poli, due sono orizzontali e portano fase e neutro, mentre il terzo, più lungo e posto in alto, è la terra. Per legge gli apparecchi domestici venduti nel Regno Unito sono forniti con questa spina, e nelle case le prese sono tutte dello stesso tipo.
L’Irlanda ha adottato lo stesso sistema, unica nell’Unione europea: le norme nazionali sono diverse di nome (I.S. 401 per la spina, I.S. 411 per la presa), ma spine e prese sono identiche a quelle britanniche. Lo stesso vale per l’Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito. Un solo adattatore di tipo G basta quindi per tutta l’area: Londra, Dublino, Belfast, Edimburgo o un paese di campagna non fanno differenza.
Adattatore sì, convertitore no
Le spine italiane hanno spinotti tondi, e anche le spine europee di tipo C o F non possono entrare in una presa di tipo G. Serve un adattatore, cioè un oggetto che cambia solo la forma della spina. Il convertitore di tensione, che cambia invece i volt, non serve: i dispositivi italiani sono costruiti per i 230 volt e in questi paesi trovano lo stesso valore.
Il convertitore ha senso solo per apparecchi che non reggono i 230 volt. Prima di partire conviene leggere l’etichetta di caricabatterie e alimentatori: quasi tutti riportano un intervallo di ingresso ampio, per esempio da 100 a 240 volt, e funzionano ovunque con il solo adattatore.
Il fusibile dentro la spina
La particolarità del sistema britannico è il fusibile, che sta dentro la spina e non nel quadro elettrico. Ogni spina BS 1363 contiene una cartuccia, di solito da 3, 5 o 13 ampere, scelta in base alla potenza dell’apparecchio e al cavo. Le prese di una casa sono spesso collegate a un circuito protetto da un interruttore da 30 o 32 ampere: senza il fusibile della spina, il cavo sottile di una lampada o di un caricabatterie resterebbe protetto troppo poco.
Per questo un buon adattatore da viaggio ha un fusibile da 13 ampere conforme alla norma BS 1362, spesso estraibile e sostituibile. Gli adattatori più economici ne sono privi: funzionano lo stesso, ma tutta la protezione resta affidata all’impianto della casa. Se il fusibile di un adattatore salta, si sostituisce con un altro da 13 ampere, in vendita in qualsiasi supermercato o ferramenta britannica e irlandese.
Come scegliere l’adattatore
Il modello più semplice è l’adattatore dalla spina italiana o europea alla presa britannica: leggero, spesso con fusibile, da comprare prima della partenza in un negozio di elettronica o in ferramenta. In aeroporto si trova, ma di solito costa di più. Chi viaggia anche altrove può preferire un adattatore universale con più formati di spina, più ingombrante e di solito più caro.
Con più apparecchi da caricare, come telefono, computer e power bank, conviene un adattatore con più prese, oppure una multipresa italiana collegata a un solo adattatore. Il carico complessivo non deve superare i 13 ampere dell’adattatore.
Gli adattatori con porte USB incorporate sono comodi per i telefoni, ma conviene controllare quanta potenza erogano: molti portatili si ricaricano lentamente o non si ricaricano affatto da una porta pensata per gli smartphone, e restano più affidabili con il loro alimentatore.
Quanta potenza regge una presa
Una presa britannica da 13 ampere a 230 volt regge circa 3.000 watt (13 per 230 fa 2.990). È più di quanto serve a telefoni, computer e a un asciugacapelli di potenza normale, che si ferma in genere intorno ai 2.000 watt.
I problemi arrivano quando si collegano più apparecchi potenti alla stessa presa tramite una multipresa: piastra per capelli, bollitore e stufetta insieme superano facilmente il limite, e in quel caso salta il fusibile. Il bollitore, presente in quasi tutte le case e le camere d’albergo, da solo assorbe spesso tra 2.000 e 3.000 watt.
Prese con interruttore e otturatori
Le prese britanniche e irlandesi hanno quasi sempre un interruttore accanto a ogni presa. Se un apparecchio collegato non si accende o un telefono non si carica, la prima verifica è proprio questa: l’interruttore spento è il motivo più comune per cui una presa sembra guasta.
Dentro i fori della fase e del neutro ci sono degli otturatori di plastica che si aprono solo quando entra il polo della terra, più lungo. È il motivo per cui un oggetto infilato in un solo foro, per esempio una chiave o un cacciavite, non riesce a entrare. Per lo stesso motivo la spina di tipo G ha sempre il polo di terra, anche sugli apparecchi che non ne hanno bisogno: in quel caso è di plastica. Un adattatore da viaggio ha sempre questo terzo polo, per aprire gli otturatori al posto della spina italiana.
Il bagno e le prese per il rasoio
Nei bagni britannici le normali prese a muro di fatto non ci sono: le regole le vietano a meno di tre metri dalla vasca o dalla doccia, quindi in quasi tutti i bagni mancano. Lo stesso accade di solito in Irlanda. Al loro posto si trova una presa per rasoi e spazzolini elettrici, conforme alla norma BS EN 61558-2-5, che contiene un trasformatore di isolamento. Di solito è incorporata nello specchio o accanto al lavandino, spesso con due tensioni, 115 e 230 volt.
Queste prese erogano pochissima potenza: bastano per un rasoio, un tagliacapelli piccolo o uno spazzolino elettrico, non per un asciugacapelli, che va collegato a una presa normale in camera. Molte accettano anche le spine piatte a due poli tondi dei piccoli apparecchi italiani, quindi per rasoio e spazzolino un adattatore spesso non serve.
Case e alloggi più vecchi
Quasi ovunque le prese sono di tipo G. In edifici molto vecchi può capitare di trovare ancora prese a poli tondi: nel Regno Unito le vecchie BS 546, rimaste in alcuni impianti, e in Irlanda qualche presa di tipo F, la stessa schuko diffusa in Italia. Sono casi rari, e in una presa di tipo F la spina schuko italiana entra direttamente.
Chi cerca un alloggio per un periodo lungo, per esempio in affitto nel Regno Unito o una casa in Irlanda, farà prima a comprare sul posto qualche multipresa con spina britannica, che costa poco, piuttosto che usare a lungo gli adattatori. Con il tempo conviene sostituire anche i caricabatterie con modelli dalla spina locale.
Cosa mettere in valigia
Per un viaggio nel Regno Unito o in Irlanda bastano pochi oggetti: un adattatore di tipo G con fusibile da 13 ampere, meglio due se si viaggia in coppia o in famiglia, e una piccola multipresa italiana da collegare all’adattatore per caricare telefono, orologio e power bank nella stessa notte.
Prima della partenza vale la pena controllare i caricabatterie, l’asciugacapelli e gli eventuali apparecchi specifici, come una macchina del caffè da viaggio o un apparecchio medico: se riportano 230 volt o un intervallo ampio, funzionano con il solo adattatore. Molti alberghi prestano un adattatore alla reception, ma non è garantito: meglio averne uno in valigia.