Liverpool Euro 2028 porta il grande calcio continentale sul lungofiume Mersey, in uno stadio nuovo di zecca che racconta il futuro della città quanto i suoi vicoli acciottolati raccontano il passato. La città ospiterà cinque partite del torneo, e per una settimana di giugno 2028 il pubblico internazionale scoprirà — o riscoprirà — quella che resta, prima di ogni altra cosa, la città che ha dato i natali ai Beatles.
L’Everton Stadium, casa di Liverpool Euro 2028
Il nome ufficiale UEFA per il torneo è Everton Stadium; commercialmente, per la stagione di Premier League, il club lo chiama Hill Dickinson Stadium. Sorge a Bramley-Moore Dock, sul lungofiume, ed è il più moderno dei nove impianti di Euro 2028: ha ospitato la sua prima partita di Premier League nell’agosto 2025 e ha una capienza di circa 53.000 posti. Il design, che dialoga con l’archeologia industriale del porto storico, è pensato per generare un’atmosfera elettrica — un requisito non scontato per uno stadio nuovo.

Le partite di Liverpool Euro 2028
Lo stadio ospiterà quattro gare della fase a gironi (11, 14, 17 e 20 giugno 2028) e un ottavo di finale il 24 giugno, tra le seconde classificate dei gironi A e B. Nessuna delle nazioni ospitanti ha una partita garantita qui: Inghilterra gioca le sue gare fisse a Manchester e Wembley, quindi il tabellone di Liverpool resta aperto fino al sorteggio 2027. La squadra che uscirà vincitrice dall’ottavo di finale di Liverpool volerà a Cardiff per il quarto di finale del 1° luglio, contro la vincitrice dell’ottavo di Manchester — un dettaglio utile per chi pianifica già la trasferta.
Il Cavern Club e il cuore dei Beatles
Qui la guida non può che fermarsi più a lungo del solito: Liverpool è, prima di tutto, la città dei Beatles. Il gruppo si formò e suonò le sue prime centinaia di concerti proprio qui, e il cuore pulsante di quella storia è ancora Mathew Street, nel centro città. Al numero 10 si trova il Cavern Club, la ricostruzione fedele del locale originale — demolito negli anni Settanta e poi riportato in vita nel 1984 — dove i quattro di Liverpool suonarono decine di volte prima del successo mondiale. La strada oggi ospita la statua di John Lennon, il murale “Four Lads Who Shook the World” e il Beatles Shop, ed è il punto di partenza obbligato per qualunque itinerario a tema.
Poco distante, al Royal Albert Dock, si trova The Beatles Story, l’unico museo del Regno Unito interamente dedicato alla band: un percorso cronologico che ricostruisce, oggetto per oggetto, l’ascesa dei Fab Four dai club di Amburgo ai palchi più grandi del mondo.

Cosa vedere a Liverpool oltre i Beatles
Il Royal Albert Dock stesso merita la visita a prescindere: aperto nel 1846, fu il primo sistema di magazzini ignifughi al mondo, costruito interamente in ghisa, mattoni e pietra. Oggi ospita, oltre al museo dei Beatles, il Merseyside Maritime Museum e una sede della Tate. Da lì lo sguardo corre naturalmente verso le Three Graces, lo skyline storico del Pier Head — Royal Liver Building, Cunard Building e Port of Liverpool Building — che per un secolo ha rappresentato il biglietto da visita marittimo della città, quando Liverpool era uno dei porti più trafficati dell’Impero britannico.
Chi ha tempo per una giornata in più può spingersi fino alla cattedrale anglicana, la più grande del Regno Unito, o passeggiare lungo il Waterfront in direzione nord, verso Bramley-Moore Dock e lo stadio stesso.
Come arrivare e dove alloggiare
Liverpool è ben collegata da Londra (circa 2 ore di treno da Euston) e ha un proprio aeroporto, il John Lennon Airport — un altro omaggio, neanche troppo velato, al figlio più famoso della città. Il centro è compatto e percorribile a piedi: la distanza tra Lime Street Station, Mathew Street e il Royal Albert Dock si copre in venti minuti. Lo stadio, leggermente più a nord lungo il fiume, è raggiungibile con navette dedicate nei giorni di partita.