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Portare il cane nel Regno Unito: guida pratica dopo la Brexit

Chi decide di portare il cane nel Regno Unito, o in Irlanda, dopo la Brexit si trova davanti a due set di regole diversi: un tempo bastava il passaporto europeo per animali ovunque, oggi non più. Le basi restano comuni, ma la documentazione richiesta cambia a seconda della destinazione, e sbagliare i tempi può voler dire quarantena o rifiuto d’ingresso.

Il punto di partenza è uguale ovunque: microchip e vaccino antirabbico

Prima di tutto il resto, l’animale va microchippato — il chip deve essere impiantato prima della vaccinazione antirabbica, non dopo: se l’ordine viene invertito, la vaccinazione non è considerata valida ai fini del viaggio e va ripetuta. Dopo la prima vaccinazione antirabbica bisogna aspettare almeno 21 giorni prima di partire, sia per l’Irlanda sia per il Regno Unito. Non è una raccomandazione ma un requisito essenziale.

Verso l’Irlanda: basta il passaporto europeo per animali

Essendo l’Irlanda parte dell’Unione Europea, le regole restano quelle dello schema europeo: microchip, vaccino antirabbico con i 21 giorni di attesa, e passaporto UE per animali compilato correttamente da un veterinario autorizzato. Nessun certificato aggiuntivo è richiesto per i gatti.

Per i cani, invece, l’Irlanda rientra tra i paesi “liberi” dal parassita Echinococcus multilocularis, quindi è necessario anche il trattamento antiparassitario descritto più sotto.

Portare il cane nel Regno Unito: il certificato ha sostituito il passaporto

Qui la Brexit ha cambiato le carte in tavola. I passaporti UE per animali domestici emessi in un paese come l’Italia non sono più accettati per l’ingresso in Gran Bretagna (Inghilterra, Galles, Scozia). Al loro posto serve un Animal Health Certificate (AHC), rilasciato da un veterinario ufficiale non prima di 10 giorni dalla partenza: il certificato copre un solo ingresso nel Regno Unito, ma resta valido per il rientro nell’Unione Europea entro 4 mesi dalla data di emissione.

Chi porta il cane nel Regno Unito più volte all’anno deve quindi rifare l’AHC a ogni viaggio di andata dall’Italia — non è un documento riutilizzabile come il vecchio passaporto.

Portare il cane nel Regno Unito

Il trattamento contro la tenia, obbligatorio solo per i cani

Per i cani (non per i gatti) è richiesto anche un trattamento contro la tenia Echinococcus multilocularis, da somministrare tra 24 e 120 ore prima dell’arrivo. Il veterinario deve annotare data e ora esatte sul certificato, perché i controlli alla frontiera verificano proprio questa finestra temporale.

Il trattamento non serve se il cane arriva nel Regno Unito direttamente da Irlanda, Irlanda del Nord, Finlandia, Malta o Norvegia, paesi considerati liberi dal parassita; va invece rifatto ogni volta che si rientra da un altro paese, Italia inclusa.

Cosa succede se qualcosa non torna

Un microchip impiantato dopo la vaccinazione, un AHC emesso fuori tempo massimo o un trattamento antiparassitario somministrato nella finestra sbagliata non sono errori recuperabili al confine: nella maggior parte dei casi comportano quarantena o, per chi viaggia via mare, il rifiuto d’ingresso diretto. I costi di eventuali ritardi, ripetizioni del trattamento o permanenza in una struttura di accoglienza restano a carico del proprietario.

Prima di prenotare il viaggio, meglio quindi verificare le regole aggiornate, calcolare i tempi a ritroso dal veterinario: chi vuole portare il cane nel Regno Unito partendo dall’Italia deve mettere in conto almeno tre settimane di anticipo solo per la fase vaccino, più l’appuntamento per l’AHC nei 10 giorni precedenti la partenza.

Chi si sta trasferendo stabilmente, magari mentre cerca una casa in affitto nel Regno Unito o casa in Irlanda, farà bene a pianificare i tempi del microchip e del vaccino con il necessario anticipo.

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