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Favoriti per la Nations League 2026/27: chi può vincere?

La nuova edizione della UEFA Nations League è pronta a cominciare e il livello, almeno sulla carta, promette una competizione molto equilibrata. La fase a gironi prende il via il 24 settembre 2026, mentre le Finals sono in programma dal 9 al 13 giugno 2027. In mezzo ci saranno sei giornate di League A e, soprattutto, i quarti di finale che decideranno le quattro nazionali qualificate alla fase conclusiva.

Ma quali sono i favoriti per la Nations League? La Spagna parte ancora una volta con ambizioni importanti, mentre Francia, Portogallo, Germania e Inghilterra hanno tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo.

L’Italia di Mancini, inserita in un girone tutt’altro che semplice, può rappresentare una possibile sorpresa.

Spagna, la nazionale da battere

Quando si parla dei favoriti per la Nations League, è difficile non partire dalla Spagna.

La nazionale spagnola – campione del mondo – ha ormai raggiunto una continuità che poche altre squadre europee possono vantare. Il gruppo A3, però, non le ha fatto nessun regalo: insieme alla Spagna ci sono infatti Inghilterra, Croazia e Repubblica Ceca.

Il primo grande appuntamento sarà già il 26 settembre, quando la Spagna affronterà l’Inghilterra a Wembley. Sarà inevitabilmente una partita speciale, considerando i precedenti, anche recenti, e la circostanza che le due nazionali si sono già affrontate nella finale degli Europei del 2024, vinta dagli spagnoli per 2-1.

Alla vigilia del torneo, la Spagna rimane la squadra da battere.

Francia, il grande interrogativo

Subito dietro la Spagna troviamo la Francia. Il talento a disposizione della nazionale transalpina è enorme e, normalmente, sarebbe sufficiente per inserirla automaticamente tra le principali candidate al titolo. Questa volta, però, c’è una variabile importante: il cambio in panchina.

La Francia ha affidato la propria nazionale a Zinédine Zidane, che torna così ad allenare dopo la lunga esperienza sulla panchina del Real Madrid. Il suo debutto ufficiale sarà tutt’altro che banale: nel gruppo A1 ci sono Italia, Belgio e Turchia.

È un girone che non concede molto spazio agli esperimenti.

Zidane avrà quindi il compito di trasformare rapidamente un gruppo ricco di qualità in una squadra equilibrata, ridando motivazione ed entusiasmo dopo un Mondiale che per i transalpini si è fermato alle semifinali. Se riuscirà nell’impresa, la Francia potrebbe diventare la principale rivale della Spagna.

Portogallo, i campioni in carica

Non si può parlare dei favoriti per la Nations League senza considerare il Portogallo.

La nazionale portoghese è infatti la detentrice del trofeo e avrà l’opportunità di provare a conquistare nuovamente la competizione.

Grande attesa per l’incognita Cristiano Ronaldo, col quarantunenne fuoriclasse che – secondo alcune indiscrezioni – si appresterebbe a dire addio alla Nazionale lusitana proprio con la prossima sfida casalinga di Nations League. Anche se molti altri sono convinti che Ronaldo andrà avanti fino agli Europei 2028.

Il gruppo A4 comprende Danimarca, Norvegia e Galles. Non è un girone da prendere alla leggera, soprattutto per la presenza della Norvegia di Erling Haaland.

Il Portogallo, comunque, parte con un vantaggio non trascurabile: sa già cosa significa vincere questo torneo. In una competizione nella quale i dettagli possono decidere una qualificazione, esperienza e abitudine alle partite decisive possono avere un peso enorme.

Favoriti per la Nations League -Cristiano Ronaldo ai Mondiali 2026
Foto: Bryan Berlin / WikiPortraits. Licenza CC BY-SA 4.0: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/

Germania, Klopp vuole cambiare passo

Tra le squadre da seguire con maggiore attenzione c’è anche la Germania. Il nuovo commissario tecnico è Jürgen Klopp, e già questo basta per rendere particolarmente interessante il percorso della Mannschaft.

Il debutto sarà contro l’Olanda il 24 settembre, uno dei grandi classici del calcio europeo. Non esattamente una partita ideale per prendere confidenza con il nuovo incarico, ma certamente un test molto significativo.

Il gruppo A2 comprende anche Serbia e Grecia ed è probabilmente meno duro rispetto a quello della Francia o della Spagna.

La domanda principale riguarda però il tempo. Klopp è abituato a lavorare quotidianamente con i propri giocatori nei club; con una nazionale avrà a disposizione molti meno allenamenti per trasmettere idee e automatismi. Se riuscirà a incidere rapidamente, la Germania può diventare una seria candidata alle Finals.

Inghilterra, il talento non basta più

L’Inghilterra è forse la nazionale che più di tutte deve dimostrare qualcosa. La qualità della rosa non è in discussione. Da anni, però, la nazionale inglese arriva alle grandi competizioni con aspettative enormi e finisce per convivere con il peso di dover finalmente trasformare il proprio talento in un trofeo.

Thomas Tuchel avrà immediatamente una sfida complicata. L’Inghilterra è stata inserita nel gruppo A3 con Spagna, Croazia e Repubblica Ceca.

La partita contro la Spagna a Wembley sarà quindi un appuntamento da cerchiare sul calendario.

Gli inglesi hanno però un elemento a loro favore: conoscono già il livello necessario per competere con le migliori nazionali. La vera questione sarà capire se questa volta riusciranno a mantenere continuità anche nei momenti decisivi. Se la risposta sarà positiva, l’Inghilterra ha sicuramente una rosa da semifinale.

Italia, outsider?

E poi c’è l’Italia.

Gli Azzurri non sono probabilmente tra i favoriti per la Nations League, ma sarebbe un errore considerarli sconfitti già in partenza. Il sorteggio ha inserito l’Italia nel gruppo A1 insieme a Francia, Belgio e Turchia. È uno dei raggruppamenti più interessanti della competizione e potrebbe già offrire indicazioni importanti sulle reali ambizioni della squadra.

A rendere ancora più particolare questa Nations League c’è il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra. L’allenatore che aveva portato l’Italia alla vittoria di EURO 2020 torna quindi a guidare la nazionale in una competizione che conosce molto bene.

Il confronto con la Francia del 12 novembre sarà uno degli appuntamenti più attesi del girone.

L’Italia dovrà però prima superare Belgio e Turchia, due avversarie tutt’altro che semplici.

Attenzione alla Norvegia di Haaland

Tra le possibili sorprese merita un capitolo a parte la Norvegia. La nazionale scandinava è stata promossa in League A e si troverà subito davanti a Portogallo, Danimarca e Galles.

Il problema, per le avversarie, ha un nome piuttosto evidente: Erling Haaland.

Il centravanti del Manchester City ha già segnato 19 gol nella storia della Nations League, più di qualsiasi altro giocatore.

La Norvegia non ha probabilmente la profondità delle grandi nazionali europee, ma possiede una caratteristica che in una competizione così breve può fare la differenza: un attaccante capace di decidere una partita praticamente da solo. Non sarebbe quindi sorprendente vedere i norvegesi complicare parecchio il percorso del Portogallo.

Una competizione difficile da pronosticare

La struttura della Nations League rende qualsiasi pronostico piuttosto delicato. Le prime due classificate di ciascun gruppo di League A accederanno ai quarti di finale, che saranno disputati con gare di andata e ritorno nel marzo 2027. Le quattro vincitrici si qualificheranno poi alle Finals di giugno.

Questo significa che una squadra può permettersi qualche passo falso nella fase iniziale, ma arrivare ai quarti nella condizione migliore diventa fondamentale.

Le prime quattro della graduatoria, almeno sulla carta, sembrano essere Spagna, Francia, Portogallo e Germania. Ma Inghilterra e Italia hanno abbastanza qualità per ribaltare qualsiasi previsione.

La sensazione è quindi che la nuova Nations League possa essere una delle edizioni più equilibrate degli ultimi anni. E con Spagna-Inghilterra, Germania-Paesi Bassi e Italia-Francia già in calendario, non servirà aspettare le Finals per assistere a grandi sfide.

Alla fine, come spesso accade nel calcio, il vero favorito sarà quello capace di arrivare a giugno nelle condizioni migliori. E in una competizione così corta, tra nuovi allenatori, generazioni emergenti e vecchie conoscenze, le sorprese sono tutt’altro che escluse.

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