Vedere una partita di Premier League dal vivo è uno dei motivi più frequenti per cui un tifoso italiano prenota un volo per Londra, Manchester o Liverpool. Comprare il biglietto, però, funziona in modo molto diverso dall’Italia: la lega non ha un sito di vendita unico, ogni club vende da sé e per le partite più richieste servono una tessera a pagamento, un po’ di pazienza e qualche settimana di anticipo.
Le strade sicure sono quattro: la vendita del club ai soci, la vendita libera, il ticket exchange ufficiale e i pacchetti ospitalità. Il resto, dai siti di rivendita ai bagarini fuori dallo stadio, espone al rischio di restare fuori dai tornelli.
Ogni club vende i propri biglietti
La Premier League non vende biglietti: rimanda ai siti ufficiali dei club e alle loro biglietterie, dove i tifosi comprano online, di persona o per telefono. Ogni società ha regole proprie, tra sorteggi, punti fedeltà, fasce di soci e liste d’attesa. Registrarsi sul sito del club è il primo passo, ma non dà diritto ad alcun biglietto.
Lo schema di vendita è simile quasi ovunque. Prima tocca agli abbonati, poi ai soci con la membership, infine al pubblico con la vendita libera, la cosiddetta general sale, che arriva solo se restano posti. Per le partite in casa le vendite aprono di solito alcune settimane prima della gara.
Prima di fissare il viaggio conviene quindi scegliere due o tre partite possibili, aprire la pagina biglietti di ciascun club e segnarsi le date di apertura delle vendite. Le date delle partite, inoltre, possono cambiare per esigenze televisive: un volo con cambio data flessibile evita brutte sorprese.
La membership: cosa dà e quanto costa
Nei club più grandi la membership è quasi obbligatoria. È una tessera annuale a pagamento che apre l’accesso alle vendite riservate ai soci, al ticket exchange e a qualche sconto nello store. Per avere un’idea dei costi, la Red Membership dell’Arsenal per la stagione 2026/27 costa 38 sterline e permette di partecipare ai sorteggi dei biglietti per ogni partita in casa all’Emirates Stadium.
Prima di pagare, due dettagli. La tessera è personale: ogni biglietto richiede una membership, quindi in due ne servono due. E non garantisce niente: per le sfide più attese i biglietti finiscono già tra i soci con più presenze, e chi si iscrive da poco può dover aspettare un paio di giorni prima di partecipare ai sorteggi.
Alcuni club propongono tessere internazionali o in versione ridotta, più economiche, pensate per chi vuole vedere una o due partite a stagione. Per un turista che punta a una sola gara possono bastare, a patto di controllare che diano accesso proprio alla partita che interessa.
La vendita libera e le partite più abbordabili
La general sale mette in vendita a chiunque, senza tessera, i biglietti rimasti dopo le vendite riservate. Nei club con la domanda più alta, come Arsenal, Tottenham, Liverpool e Manchester City, per le partite di campionato capita di rado.
Le occasioni migliori arrivano dalle squadre di metà o bassa classifica e dalle partite meno sentite, quando nessuna delle due squadre è una big. In questi casi la vendita libera apre spesso a due o tre settimane dalla gara, sul sito del club o alla biglietteria dello stadio.
Il metodo più efficace è partire dalle date del viaggio, non dalla squadra del cuore: guardare quali club giocano in casa in quel fine settimana e puntare sulla partita più accessibile, non sulla più ambita. A Londra, dove giocano diverse squadre di Premier League, le alternative non mancano quasi mai.
FA Cup e League Cup
Le coppe nazionali sono spesso la porta d’ingresso più semplice, soprattutto nei primi turni. Alcuni club, come il Tottenham, vendono i biglietti di FA Cup anche a chi non ha la membership, e la domanda è in genere più bassa rispetto al campionato.
Per chi viaggia nel periodo delle feste vale la pena controllare anche il calendario delle coppe, oltre al fitto programma di campionato tra Natale in Inghilterra e Capodanno.
Il ticket exchange ufficiale
Quando una partita è esaurita, la seconda possibilità è il ticket exchange del club. Abbonati e soci che non possono andare allo stadio rimettono in vendita il proprio posto ad altri soci, a prezzo pieno e non maggiorato. Di norma serve una membership attiva, e alcuni club trattengono una piccola commissione a chi vende o a chi compra.
I posti compaiono a ondate, spesso negli ultimi giorni prima della gara, quando chi ha un imprevisto rinuncia. Controllare più volte, anche la sera prima, aumenta le probabilità di trovare un biglietto.
I pacchetti ospitalità
I pacchetti ospitalità sono la strada che più spesso garantisce un posto senza tessera e senza sorteggi. Comprendono il biglietto in una zona premium e, a seconda del livello, l’accesso a sale riservate, il pasto e le bevande. Il prezzo è molto più alto di un biglietto normale, ma per le partite più richieste è spesso l’unica opzione per chi non è socio.
Vanno comprati sul sito del club o da partner indicati dal club stesso: ogni società pubblica sul proprio sito l’elenco dei rivenditori autorizzati, e nel dubbio la Premier League invita a contattare il club prima di pagare.
Siti di rivendita e bagarini
In Inghilterra e Galles rivendere un biglietto di calcio senza autorizzazione è un reato, previsto dalla sezione 166 del Criminal Justice and Public Order Act del 1994. I club collaborano con la polizia contro i bagarini nelle zone intorno agli stadi.
La lega tiene anche un elenco dei siti di rivendita non autorizzati. Tra i segnali d’allarme ci sono il ritiro del biglietto in un hotel o in un luogo diverso dallo stadio, la richiesta di restituirlo dopo la partita e la dichiarazione, spesso in piccolo, che il sito non è collegato al club.
Il settore ospiti e il tetto a 30 sterline
Dal 2016/17 la Premier League fissa un tetto ai biglietti per i tifosi ospiti: un adulto in trasferta non paga più di 30 sterline. A marzo 2026 i club hanno prolungato la regola per altre due stagioni.
Questi posti, però, vanno ai tifosi della squadra ospite, di solito con criteri di priorità legati alle trasferte già fatte. Per un turista non sono una strada praticabile, e sedersi nel settore sbagliato senza essere tifoso di quella squadra non è una buona idea.
Prima di partire: documenti, telefono e trasporti
Per entrare nel Regno Unito con passaporto italiano serve l’autorizzazione elettronica ETA, da chiedere online o con l’app ufficiale prima del viaggio, con qualche giorno di margine.
Molti club caricano il biglietto sul telefono, quindi servono batteria carica e una connessione che funzioni anche in roaming. Per bar e chioschi dello stadio è comodo avere una carta adatta ai pagamenti in sterline.
Il giorno della partita metro, treni e autobus vicino allo stadio sono affollati: conviene arrivare con largo anticipo e conoscere già come muoversi con i mezzi pubblici.