Vivere nel Regno Unito o in Irlanda: due destinazioni spesso accomunate da chi guarda da fuori, ma che per un cittadino italiano rappresentano due percorsi burocratici opposti. Una richiede visto e sponsorizzazione, l’altra si raggiunge con la sola carta d’identità. Questa guida mette a confronto i punti che contano davvero per decidere.
Il confronto in breve
| Regno Unito | Irlanda | |
|---|---|---|
| Visto per italiani | Sì, richiesto oltre il turismo | Non richiesto (UE) |
| Permesso di lavoro | Sponsorship datore di lavoro | Non richiesto |
| Sanità pubblica | NHS, con contributo su visto | HSE, mix pubblico/privato |
| Codice fiscale locale | National Insurance Number | PPS Number |
| Città più economiche | Manchester, Glasgow, Birmingham, Newcastle | Fuori Dublino, opzioni più limitate |
| Area di Viaggio Comune | Spostamenti facilitati tra i due paesi per cittadini UK/IE — non sostituisce le regole d’ingresso per italiani | |
Perché la differenza normativa è il primo criterio
Il Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord) ha lasciato l’Unione Europea, e dal 1° gennaio 2021 i cittadini italiani non godono più della libertà di movimento prevista nell’area Schengen: servono documenti specifici per soggiorni prolungati, permessi di lavoro con sponsorship per la maggior parte delle posizioni, e un sistema a punti che valuta qualifiche, offerta di lavoro e livello salariale. Anche un soggiorno breve, per turismo o per motivi di lavoro, richiede comunque una preventiva autorizzazione elettronica.
La Repubblica d’Irlanda, al contrario, è rimasta pienamente parte dell’Unione Europea. Per un cittadino italiano, questo significa libertà di movimento, di soggiorno e di lavoro senza le barriere amministrative introdotte nel Regno Unito post-Brexit — restano comunque alcuni adempimenti pratici, come la registrazione fiscale, necessari per normalizzare la propria posizione una volta sul posto.
Vale la pena ricordare che tra Regno Unito e Irlanda esiste una relazione storica particolare, la cosiddetta Area di Viaggio Comune, che facilita gli spostamenti tra i due paesi per i cittadini britannici e irlandesi — un accordo bilaterale precedente all’Unione Europea stessa, che però non sostituisce le regole di ingresso che un cittadino italiano deve comunque rispettare in ciascuno dei due paesi separatamente.
Per chi vuole partire senza pratiche di visto, questo criterio da solo spesso decide già la scelta. Per chi invece ha già un’offerta di lavoro concreta nel Regno Unito, la sponsorship del datore di lavoro assorbe gran parte della complessità burocratica.
Costo della vita: Londra, Dublino e le alternative
Uno degli aspetti che più condiziona la scelta tra vivere nel Regno Unito o in Irlanda è il costo della vita, e qui le differenze interne a ciascun paese contano quanto quelle tra i due paesi. Londra e Dublino sono sistematicamente tra le città più care d’Europa, soprattutto sul fronte degli affitti.
Chi si trasferisce in una di queste due capitali deve mettere in conto un budget alloggio significativamente più alto rispetto alla media italiana, con quartieri centrali spesso fuori portata per chi arriva senza uno stipendio già consolidato.
Le altre città del Regno Unito offrono un quadro più accessibile. Manchester, Glasgow, Birmingham e Newcastle hanno costi della vita nettamente più bassi rispetto a Londra, pur mantenendo mercati del lavoro dinamici. L’Irlanda offre meno alternative economiche a Dublino: chi cerca un costo della vita più basso sul lato irlandese ha un ventaglio di scelta più ristretto.

Sanità: due sistemi diversi
Nel Regno Unito il servizio sanitario nazionale (NHS) copre i residenti, ma chi si trasferisce per un periodo prolungato con un visto di lavoro deve tipicamente versare un contributo sanitario aggiuntivo al momento della richiesta del visto — l’importo va sempre verificato sui canali ufficiali, poiché viene aggiornato periodicamente.
In Irlanda il sistema sanitario pubblico (HSE) funziona in modo diverso, con un mix di assistenza pubblica e privata più marcato rispetto al modello britannico.
Per soggiorni brevi in entrambi i paesi, resta fondamentale non confondere la copertura sanitaria di base con un’assicurazione di viaggio vera e propria: soprattutto nel Regno Unito, dove l’accesso gratuito ai cittadini UE non residenti non è più automatico come prima della Brexit.
Sistema fiscale e codici identificativi
Sia nel Regno Unito sia in Irlanda, chiunque lavori regolarmente ha bisogno di un codice identificativo fiscale personale. Nel Regno Unito si tratta del National Insurance Number, necessario per essere pagati correttamente e per accedere ad alcuni servizi pubblici.
In Irlanda l’equivalente è il PPS Number (Personal Public Service Number), indispensabile fin dai primi giorni per aprire un conto bancario, firmare un contratto di lavoro o affittare una casa a proprio nome.
Ottenere questi codici richiede tipicamente un appuntamento fisico presso un ufficio pubblico locale, e i tempi di attesa possono variare parecchio a seconda del periodo dell’anno e della città — un dettaglio pratico da considerare fin dalla pianificazione, senza aspettarsi che tutto sia immediato in nessuno dei due paesi.
Quale scegliere
Non esiste una risposta valida per tutti, ma alcuni criteri aiutano a orientarsi. Chi ha già un’offerta di lavoro concreta con sponsorship, o cerca un mercato del lavoro anglofono più ampio e diversificato, trova nel Regno Unito più opportunità — a fronte di una burocrazia d’ingresso più pesante. Chi vuole evitare del tutto pratiche di visto, o valorizza la libertà di spostarsi senza vincoli in tutta l’Unione Europea, trova nell’Irlanda il percorso più semplice — a fronte di un mercato del lavoro più concentrato su pochi settori e città.
In entrambi i casi, la burocrazia locale tende a essere più rapida quando gestita interamente online: la maggior parte delle procedure di visto, registrazione fiscale e apertura di conti bancari oggi passa attraverso portali digitali dei rispettivi governi o degli istituti finanziari.
Le due guide qui sotto approfondiscono ciascun paese nel dettaglio.
Vivere nel Regno Unito: la guida completa
Visti, casa, sanità, conto corrente e lavoro per chi si trasferisce in Inghilterra, Scozia, Galles o Irlanda del Nord.
Guida hubVivere in Irlanda: la guida completa
Nessun visto, PPS Number, casa e lavoro: cosa serve sapere per trasferirsi come cittadino europeo.
Guida praticaETA UK: il visto elettronico per gli italiani
Cos’è, come richiederlo, quanto costa e quanto dura — il primo passo per chiunque entri nel Regno Unito.