Quattro gol in tre giornate di Serie A, due doppiette consecutive e un record che in Italia resisteva dal 1966. Antonio Raimondo, ventiduenne attaccante del Frosinone, si è preso la scena del campionato con un avvio di stagione che nessuno, un anno fa, avrebbe potuto immaginare.
Ed è a questo punto che la domanda si fa inevitabile: Raimondo verso la Nazionale?
Chi è Antonio Raimondo
Nato a Ravenna il 18 marzo 2004, Raimondo ha radici cilentane da parte di padre, originario di Ascea, in provincia di Salerno. Cresciuto calcisticamente in Romagna tra Russi Calcio e Azzurra Ravenna, passa cinque anni nel settore giovanile del Cesena prima di entrare nelle giovanili del Bologna, dove esplode: 80 presenze e 44 gol in Primavera sono numeri che parlano da soli.
L’esordio in Serie A arriva prestissimo, il 17 maggio 2021, a soli 17 anni: subentra a Rodrigo Palacio nel finale di un Bologna-Verona 2-2.
A volerlo in prima squadra, un anno dopo, è Sinisa Mihajlovic, che nel maggio 2022 lo promuove ufficialmente tra i grandi insieme ad altri tre giovani del vivaio rossoblù. Fu proprio il tecnico serbo, colpito dalle sue doti in area di rigore, a credere per primo nel potenziale del ragazzo — un affetto che Mihajlovic, scomparso a fine 2022, non ha purtroppo fatto in tempo a vedere ripagato fino in fondo.
Il ruolo: una prima punta pura?
Raimondo non è un rifinitore, è un centravanti d’area. Alto 185 centimetri, di piede sinistro, il suo gioco si costruisce sull’attacco alla profondità e sullo smarcamento negli ultimi metri: non ama giocare spalle alla porta, il tratto tipico della seconda punta, e questo lo colloca a pieno titolo tra le prime punte pure del campionato.
Fisicamente è già un attaccante fatto: ha dimostrato varietà nelle conclusioni — di testa, di rapina, con il mancino — e un fiuto del gol che in queste prime giornate lo ha reso letale sotto porta.
Il pressing è un’altra componente del suo gioco che i tecnici che lo hanno allenato hanno sempre sottolineato: Raimondo si sacrifica molto anche in fase di non possesso, un dettaglio che lo rende funzionale sia in un attacco a due punte sia in un tridente, e che aumenta ulteriormente il suo appeal.
La gavetta, tra prestiti e una retrocessione
Il percorso di Raimondo non è stato lineare. Dopo il Bologna arrivano quattro prestiti in tre anni: alla Ternana in Serie B nel 2023-24, dove segna il suo primo gol da professionista contro il Catanzaro; al Venezia nel 2024, come vice di Pohjanpalo; alla Salernitana a gennaio 2025, stagione che si chiude con l’amara retrocessione in Serie C.
Il prestito al Frosinone, dall’estate 2025, cambia tutto: 11 gol e promozione in Serie A nella stagione 2025-26, riconferma anche per l’annata in corso. Nonostante il lungo giro di prestiti, il cartellino resta sempre di proprietà del Bologna, legato al giocatore con un contratto fino al 2028 — segno che il club felsineo non ha mai smesso di considerarlo un investimento per il futuro.
Un inizio stagione che ricorda Gigi Riva
I quattro gol messi a segno nelle prime tre giornate — doppietta alla Fiorentina al Franchi, poi doppietta casalinga contro il Venezia — hanno un valore che va oltre la classifica marcatori, dove Raimondo è secondo alle spalle del solo Donyell Malen (capocannoniere assoluto del torneo). Raimondo è infatti il miglior marcatore italiano della Serie A dopo tre giornate.
Per ritrovare un italiano più giovane di lui capace di segnare 4 gol nelle prime 3 giornate di campionato bisogna fare un lungo e incerto viaggio nel tempo, rallegrato da una certezza: nel 1966 a riuscirci fu un certo Gigi Riva, allora ventunenne.
Non è un caso che il tema dei record giovanili in Italia torni spesso d’attualità: chi vuole un confronto più ampio può leggere anche il nostro approfondimento sui giocatori più giovani nella storia degli Europei, un filone che racconta come il calcio italiano abbia sempre avuto un debole per i predestinati.

Il contesto Nazionale: cosa cambia dopo l’arrivo di Mancini
Per capire il peso reale di questa domanda bisogna guardare al contesto in cui la Nazionale si trova oggi. Dopo la fase turbolenta legata al mancato insediamento di Pirlo e alle dimissioni di Maldini e Leonardo, è stato Roberto Mancini a tornare sulla panchina azzurra, in un ritorno che ha diviso pubblico e addetti ai lavori ma che ha comunque portato stabilità in un momento delicato.
Conoscere la filosofia e il modulo con cui gioca l’Italia di Mancini aiuta a capire dove Raimondo potrebbe effettivamente inserirsi: un centravanti fisico e verticale come lui si sposa bene con un impianto di gioco che cerca profondità e riferimenti offensivi affidabili in area — un altro tassello a favore dell’ipotesi Raimondo verso la Nazionale.
Raimondo verso la Nazionale: già a settembre?
Con questi numeri, il tema di Raimondo verso la Nazionale è ormai sulla bocca di molti addetti ai lavori. Il centravanti ha già vestito l’azzurro con l’Under 21, ma la chiamata di Mancini in prima squadra resta qualcosa di molto diverso, che il CT valuterà sulla continuità di rendimento più che sull’exploit delle prime giornate. Il campionato è lungo, e la classe 2004 dovrà confermarsi anche quando gli avversari inizieranno a studiarlo con più attenzione.
Resta il fatto che una partenza così è un biglietto da visita che pochi altri giovani italiani possono vantare in questo momento. Se il trend dovesse proseguire, il cammino di Raimondo verso la Nazionale potrebbe concretizzarsi anche molto presto.
Il reparto offensivo della Nazionale, negli ultimi anni, è stato uno dei punti più discussi del calcio italiano: dopo la generazione di centravanti d’esperienza, l’Italia ha spesso faticato a trovare un vero numero nove giovane su cui costruire il futuro. Le cose, ora, potrebbero cambiare grazie al talento di Pio Esposito, già entrato stabilmente nel giro azzurro insieme a Retegui, Kean e Raspadori.
In questo contesto, un attaccante come Raimondo potrebbe fornire un’alternativa fisica in più. Le prossime giornate di campionato diranno se Raimondo verso la Nazionale resterà un tema di conversazione tra addetti ai lavori o diventerà, molto più concretamente, una convocazione ufficiale.