Il 28 luglio 2026 la FIGC ha annunciato il ritorno di Mancini sulla panchina della Nazionale, a tre anni esatti da un addio che aveva lasciato l’ambiente azzurro spaccato. Tra i due momenti ci sono un contratto milionario in Arabia Saudita, un’esperienza fortunata in Qatar e un caos societario che, alla fine, ha riaperto la porta a un tecnico che aveva già vinto un Europeo con questa maglia.
Ricostruiamo la sequenza intera, senza sconti né enfasi, per capire come si è arrivati al ritorno di Mancini e cosa cambia rispetto al primo mandato.
Cinque anni chiusi con una Pec da Mykonos
Mancini era diventato CT dell’Italia nel maggio 2018, in una fase delicata dopo la mancata qualificazione al Mondiale 2018. Il primo ciclo aveva portato al trionfo a Euro 2020, ma anche alla seconda esclusione consecutiva da un Mondiale, quello del 2022. Il rapporto con la Federazione si è deteriorato nell’estate 2023, dopo la decisione del presidente FIGC Gabriele Gravina di rivedere lo staff tecnico assegnando ad altri ruoli alcuni collaboratori storici del CT.

Il 12 agosto 2023, da Mykonos, dove si trovava in vacanza, Mancini ha comunicato la propria decisione a Gravina per telefono e formalizzato le dimissioni con una Pec, la stessa procedura amministrativa con cui un dipendente qualunque chiude un rapporto di lavoro.
Un epilogo definito da più testate “a sorpresa”, arrivato a meno di un mese dalla ripresa delle qualificazioni a Euro 2024.
L’Arabia Saudita: un contratto record e un bilancio deludente
Pochi giorni dopo le dimissioni, la Federcalcio saudita ha ufficializzato l’ingaggio di Mancini come CT della propria Nazionale, con un contratto quadriennale da circa 25 milioni di euro netti a stagione — tra i più remunerativi al mondo per un selezionatore. L’obiettivo dichiarato era la qualificazione al Mondiale 2026.
L’esperienza è durata 14 mesi: il 24 ottobre 2024 la federazione saudita ha annunciato la risoluzione consensuale del contratto, dopo 18 partite in panchina e un cammino nelle qualificazioni asiatiche giudicato insufficiente rispetto alle aspettative. In un’intervista rilasciata alla Rai, lo stesso Mancini ha ammesso in seguito che, potendo tornare indietro, non avrebbe ripetuto la scelta di lasciare la Nazionale italiana per quella saudita.
La parentesi in Qatar con l’Al Sadd
Dopo l’addio all’Arabia Saudita, Mancini ha ripreso a lavorare in Qatar sulla panchina dell’Al Sadd, club con cui ha vinto due titoli nella stagione successiva. È il tratto meno raccontato di questi tre anni, ma quello che ha rimesso in moto la sua attività di allenatore dopo il flop saudita.
Il caos Pirlo apre la porta al ritorno
Il contesto che ha reso possibile il ritorno di Mancini nasce da una crisi interna alla FIGC in conseguenza della rocambolesca vicenda della candidatura di Andrea Pirlo, sfumata a un passo dalla firma ufficiale.
Maldini e Leonardo si sono dimessi lo stesso giorno, diciassette giorni dopo il loro insediamento. Malagò ha scelto a quel punto il nome di Roberto Mancini.
Il ritorno di Mancini, con Ranieri al fianco
Il 28 luglio 2026 la FIGC ha annunciato il ritorno di Mancini come CT della Nazionale, affiancato da Claudio Ranieri nel nuovo ruolo di direttore tecnico e presidente di Club Italia. Alla conferenza di presentazione, il giorno successivo a Roma, Mancini ha affrontato direttamente il tema dell’addio del 2023, parlando di una “mancanza di comunicazione” che un confronto diretto avrebbe potuto risolvere.
Il contratto firmato vale circa 2 milioni di euro netti a stagione fino al Mondiale 2030 — una cifra molto distante dai 25 milioni sauditi.
Cosa cambia rispetto al primo mandato
Il primo ciclo di Mancini in Nazionale, tra il 2018 e il 2023, si è costruito attorno a un ricambio generazionale ampio e a un gioco propositivo, coronato da Euro 2020. Il secondo mandato parte da premesse diverse: un organigramma tecnico più strutturato, con Ranieri al vertice del progetto Club Italia e Gianfranco Zola con delega sulle nazionali giovanili, e un obiettivo immediato ravvicinato, il debutto in Nations League contro il Belgio il 25 settembre 2026 (il calendario completo è disponibile su Quando gioca l’Italia di Mancini).
Il percorso verso Euro 2028 prenderà forma con il sorteggio delle qualificazioni, mentre l’impostazione tattica scelta da Mancini per la nuova Nazionale è analizzata nell’articolo La Nazionale di Mancini: modulo, filosofia e stile di gioco.
Restano aperte due domande a cui solo il campo potrà rispondere: se il gruppo azzurro riuscirà a metabolizzare in tempi rapidi la nuova gestione tecnica, e se il capitolo Arabia Saudita — spesso definito un “tradimento” da una parte della tifoseria — sarà davvero archiviato o continuerà a pesare.