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CT Italia: cade l’ipotesi Pirlo, si dimettono tutti, è caos in FIGC

Pirlo non sarà il ct dell’Italia. Maldini e Leonardo si dimettono. Tutto e il contrario di tutto in una delle settimane più assurde della nazionale italiana. E ora, si riapre la corsa alla panchina azzurra.

Cosa è successo

Addio Pirlo e Maldini nel giro di poche ore, lunedì 27 luglio. Prima Andrea Pirlo ha annunciato, con una storia Instagram, di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana. Poche ore dopo, Paolo Maldini e Leonardo hanno rassegnato le dimissioni dagli incarichi di direttore tecnico e advisor della FIGC.

In una sola giornata, ecco svuotato il progetto tecnico della Nazionale, a meno di due mesi dall’inizio della Nations League.

Nel suo messaggio Pirlo ha scritto di aver appreso la sera precedente di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana, ringraziando Maldini e Leonardo per la stima dimostrata, senza mai nominare il presidente FIGC.

Nuovo CT Italia: addio Pirlo e Maldini

Perché salta la candidatura di Pirlo

A bloccare la nomina sembra sia stata la Federazione, che non ha dato il via libera alla proposta di Maldini e Leonardo. L’incontro previsto per lunedì a Roma, destinato a definire la rescissione del contratto di Pirlo con lo United FC di Dubai e la successiva firma con la FIGC, è saltato.

Tra i motivi: le polemiche sul ruolo di Pirlo come global ambassador dell’agenzia russa di scommesse Fonbet, e forse una questione di incompatibilità legata al figlio dell’ex centrocampista, agente sportivo non ancora iscritto all’albo. Addio Pirlo e Maldini, con la Federazione che sceglie di fermarsi prima della firma ufficiale, nonostante fino a qualche giorno fa tutto lasciasse presagire una fumata bianca ormai imminente.

E con tutta una serie di domande senza risposte: perché solo all’ultimo momento? Nessuno dei motivi ora apparentemente ostativi alla designazione di Pirlo come CT della Nazionale era in alcun modo segreto.

Le dimissioni di Maldini e Leonardo

Il secondo capitolo di questa strana vicenda riguarda proprio i due dirigenti scelti da Malagò appena due settimane e mezzo prima. Maldini e Leonardo erano stati nominati l’11 luglio, rispettivamente alla guida tecnica del Club Italia e come advisor, in un annuncio che lo stesso Malagò aveva definito un obiettivo perseguito “da sempre” per il calcio italiano.

Il retroscena: da Guardiola a Pirlo

Prima di arrivare al nome di Pirlo, la ricerca del nuovo ct era passata per Pep Guardiola. Solo dopo la sua rinuncia, il nome di Pirlo si era affermato come la soluzione per rilanciare il progetto tecnico azzurro.

Nelle ore precedenti alle dimissioni, secondo quanto riportato dalla stampa sportiva, Malagò aveva provato a convincere i due dirigenti a restare, sottolineando che il no a Pirlo non nasceva da motivazioni tecniche ma da elementi extracalcistici. Il tentativo non è bastato. Addio Pirlo e Maldini, a meno di nuovi, improbabili, colpi di scena.

Come avevamo seguito la vicenda

Sul nostro sito la corsa alla panchina azzurra era stata seguita passo dopo passo: dai primi nomi in corsa del 18 luglio, all’ipotesi di una Nazionale guidata da Pirlo tratteggiata il 22 luglio, fino al 24 luglio, quando la fumata bianca sembrava ormai una formalità. L’addio Pirlo e Maldini ribalta quel quadro nel giro di pochi giorni, confermando quanto la vicenda sia rimasta instabile fino all’ultimo.

Cosa cambia per Euro 2028

Il primo impegno ufficiale della nuova gestione tecnica, chiunque la guidi, resta la Nations League di settembre, con la Nazionale che dovrà presentarsi a quell’appuntamento con una guida tecnica appena insediata.

Il triplice colpo di scena arriva in una fase già delicata per la Nazionale dopo la mancata qualificazione ai Mondiali 2026, e lascia la Federazione a dover ricostruire da zero il progetto tecnico azzurro con sempre meno tempo a disposizione.

L’ambiente ha bisogno di una serenità che non c’è. Troppo rumore, troppe interferenze, per un calcio azzurro che avrebbe bisogno di affidarsi alle sue migliori espressioni, invece di cadere continuamente nel caos delle polemiche.

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