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I giovani di Mancini: i talenti emersi nelle prime due giornate di Serie A

Tra il 25 settembre e il 2 ottobre l’Italia di Roberto Mancini affronta Belgio, Turchia e Francia nella prima finestra di Nations League del suo secondo ciclo da commissario tecnico.

Sarà la sua prima lista di convocati dal ritorno sulla panchina azzurra, ed è per questo che le prime due giornate di Serie A 2026/27 sono state seguite con un’attenzione diversa dal solito: non solo risultati, ma un vero e proprio provino a cielo aperto per i giovani di Mancini, i nomi nuovi che potrebbero affacciarsi per la prima volta nel gruppo dei grandi.

Perché la prima Serie A conta più del solito

Mancini lo ha detto chiaramente in conferenza stampa di presentazione, il 29 luglio: “Dobbiamo lavorare su centrocampo e attacco, sono contento di avere Pio Esposito […] e non dimentichiamoci di Kean”. Un’indicazione che vale come programma: il ct sa di avere un nucleo solido tra difesa e fasce (Donnarumma, Calafiori, Bastoni, Di Marco, Barella, Tonali), ma cerca rinforzi soprattutto a centrocampo e davanti, dove la Serie A delle prime due giornate ha offerto più di un segnale.

I giovani di Mancini di questa finestra non sono quindi solo curiosità statistiche, ma candidati concreti a una maglia azzurra nelle prossime settimane, in un momento in cui il ct deve ancora costruire buona parte del gruppo che porterà avanti il nuovo ciclo.

I giovani di Mancini
Foto: Robin Bos, Wikimedia Commons (CC BY 2.0 — creativecommons.org/licenses/by/2.0)

Francesco Pio Esposito: il titolare già in tasca

Il ventunenne attaccante dell’Inter non è più una scommessa: è il caso più semplice tra i giovani di Mancini, perché la convocazione è già praticamente scontata. Esordiente in Nazionale nel settembre 2025 (prima chiamata sotto la gestione Gattuso), Pio Esposito ha aperto la nuova Serie A con un gol di tacco nel 4-1 dell’Inter sul Monza, confermandosi titolare anche alla seconda giornata a Cagliari (1-0 nerazzurro firmato Çalhanoglu).

Mancini lo ha già indicato pubblicamente come il centravanti su cui costruire il nuovo attacco azzurro, paragonandolo esplicitamente al ruolo che fu di Ciro Immobile nell’Europeo vinto nel 2021 — con la differenza, sottolineata dallo stesso ct, che oggi si tratta di un titolare fisso in una big e non di un attaccante di una squadra di metà classifica.

Alphadjo Cissé: il gioiello di Treviso che ha stregato Amorim (e ora Mancini)

Tra i possibili giovani di Mancini con più margine di crescita c’è sicuramente Alphadjo Cissé, trequartista classe 2006 nato a Treviso da genitori guineani.

Rilevato dal Milan a gennaio dal Verona per una decina di milioni di euro dopo una mezza stagione di prestito al Catanzaro (6 gol in 21 presenze), Cissé ha segnato al debutto in Serie A con la maglia rossonera, decidendo il match d’esordio contro il Torino a 19 anni e 305 giorni — il marcatore italiano più giovane del Milan dai tempi di Patrick Cutrone.

È stato confermato titolare anche alla seconda giornata contro il Venezia (vittoria 2-0). Ha già la trafila completa delle nazionali giovanili azzurre fino all’Under 21, ma nessuna presenza in Nazionale maggiore: sarebbe eleggibile anche per la Guinea attraverso i genitori, un dettaglio che rende ancora più significativa un’eventuale prima chiamata di Mancini.

Antonio Vergara: il fantasista che aspetta il turno di Allegri

Tra i giovani di Mancini osservati con più insistenza dalla stampa nelle ultime ore c’è Antonio Vergara, centrocampista offensivo classe 2003 del Napoli, autore di gol e assist nella vittoria d’esordio a Genova. Il quotidiano Il Mattino ha scritto che “a un fantasista come lui il Mancio, uno dei nostri ultimi grandi dieci, basta poco per valutarne la qualità” — un endorsement non banale considerando il passato da trequartista dello stesso ct.

Il problema di Vergara non è il talento, riconosciuto da tempo (ha già l’Under 19 alle spalle), ma il minutaggio: la sua convocazione dipende dallo spazio che Massimiliano Allegri deciderà di concedergli nel Napoli, in un reparto affollato di nomi importanti. Mancini, secondo le stesse fonti, non lo conosce ancora bene: la finestra di Nations League arriva in un momento delicato per dimostrare continuità, non solo lampi isolati.

Alessandro Romano e un destino forse già scritto con la Svizzera

Il caso più curioso tra i giovani di Mancini in questo avvio di campionato è quello di Alessandro Romano, centrocampista in prestito dalla Roma al Cagliari, autore del gol decisivo nella vittoria d’esordio in casa del Parma.

Romano ha doppia cittadinanza italiana e svizzera ed è cresciuto calcisticamente nel Winterthur prima di arrivare a Trigoria nel 2022: fino a oggi ha sempre vestito le maglie giovanili della Svizzera, dall’Under 16 all’Under 21, senza però mai debuttare in nazionale maggiore elvetica.

Mancini e il suo collaboratore Leonardo Bonucci erano presenti allo stadio Tardini di Parma proprio per osservarlo dal vivo. È una corsa contro il tempo nel vero senso della parola: una prima convocazione (anche solo una presenza ufficiale) con la nazionale maggiore svizzera chiuderebbe per sempre la porta azzurra.

Niccolò Pisilli: la conferma che il vivaio giallorosso funziona

A differenza degli altri nomi di questa lista, Niccolò Pisilli non è propriamente una scommessa: il centrocampista della Roma, classe 2004, ha già debuttato in Nazionale maggiore e resta un punto fermo dell’Under 21, con cui ha vinto l’Europeo di categoria nel 2023.

Il suo gol nella goleada per 4-0 della Roma sulla Fiorentina alla prima giornata, seguito da minuti anche alla seconda contro il Lecce, conferma semplicemente che il progetto tecnico giallorosso sui giovani sta funzionando: per Mancini è un nome già acquisito più che una scoperta, ma la sua continuità di rendimento resta un fattore da monitorare in vista delle prossime liste.

Gli altri nomi emersi nelle prime due giornate

Il fenomeno non si esaurisce nei cinque nomi principali già analizzati.

Alla prima giornata la Lega Serie A ha censito 14 calciatori italiani Under 20 scesi in campo, il numero più alto degli ultimi anni: tra questi Tommaso Macchioni (Sassuolo, classe 2006, centrale difensivo titolare per 90 minuti contro l’Atalanta), Alessio Cacciamani e Niccolò Fortini (Torino, entrambi impiegati contro il Milan) e Mathis Mout (Monza, 19 anni, assist all’esordio contro l’Inter, pur con un percorso ancora da definire tra Italia e Francia).

Alla seconda giornata si è aggiunto Antonio Raimondo, attaccante classe 2004 del Frosinone, tra i grandi protagonisti del sorprendente 3-0 esterno sulla Fiorentina. Nessuno di questi profili è a oggi in cima alla lista per la finestra di settembre, ma tutti rientrano nel radar più ampio di osservazione.

Chi ha davvero più chance di essere convocato, e perché

Mettendo in fila le informazioni disponibili, la gerarchia realistica per la lista di fine settembre appare abbastanza chiara. Pio Esposito è una certezza, ormai parte del blocco titolare indicato dallo stesso Mancini. Cissé è il nome con il maggior slancio mediatico e tecnico, sostenuto da prestazioni concrete su due giornate consecutive e da un allenatore di club, Amorim, che lo ha reso centrale nel progetto Milan.

Romano rappresenta un caso a parte, perché a essere determinante sarà soprattutto la volontà del ragazzo che ben potrebbe decidere di proseguire il percorso con la maglia rossocrociata, probabilmente l’opzione più probabile e più logica.

Vergara ha probabilmente bisogno di un’altra manciata di presenze da titolare per convincere definitivamente il ct. Pisilli, infine, non ha bisogno di convincere nessuno: deve solo continuare a giocare con la continuità mostrata finora. Tra questi nomi, l’unica certezza è che le prossime giornate di campionato, prima della sosta, peseranno quanto le prime due nel definire la lista definitiva.

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