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Tutti i numeri del nuovo CT Andrea Pirlo

Il nuovo CT Andrea Pirlo si appresta a prendere le redini della Nazionale, con l’ufficialità attesa a brevissimo. Mentre cresce la curiosità di capire come guiderà l’Italia verso gli Europei 2028, vale la pena ripercorrere per intero la sua carriera: prima quella da calciatore, tra le più complete e vincenti nella storia del calcio italiano, poi quella da allenatore di club, molto più altalenante e ancora in cerca di una vera consacrazione.

Il calciatore: dagli esordi bresciani al Milan

Il nuovo CT Andrea Pirlo nasce calcisticamente a Brescia, la sua città, dove esordisce in Serie A a soli 16 anni nel 1995, diventando il giocatore più giovane della storia del club a scendere in campo nella massima serie. Dopo una stagione fuori dai radar della prima squadra — in cui però vince il Torneo di Viareggio con la formazione giovanile — Pirlo si guadagna un posto da titolare nella stagione 1996-97 in Serie B, contribuendo alla promozione del Brescia in Serie A l’anno successivo.

Le sue prestazioni attirano l’attenzione dell’Inter, che lo acquista nell’estate 1998. È qui, però, che inizia il periodo più complicato della sua carriera: a Milano non riesce mai a ritagliarsi uno spazio stabile, complice anche la presenza di giocatori più affermati nel suo ruolo di trequartista. Nella stagione 1999-2000 viene mandato in prestito alla Reggina, dove disputa una stagione di buon livello, per poi tornare all’Inter e trovare ancora pochissimo spazio.

È nel gennaio 2001, durante un secondo prestito al Brescia, che la carriera di Pirlo cambia per sempre. L’allenatore Carlo Mazzone, avendo bisogno di liberare la posizione di trequartista per Roberto Baggio, decide di arretrare Pirlo davanti alla difesa, inventando di fatto il ruolo di regista basso che lo renderà celebre in tutto il mondo. Fu una scelta pionieristica: nessun allenatore aveva mai schierato Pirlo in quella posizione prima, e il cambio si rivelerà decisivo per il resto della sua carriera.

In quella stagione il Brescia chiude al settimo posto in Serie A, e Pirlo firma anche l’assist per il gol-pareggio di Baggio contro la Juventus allo Stadio delle Alpi, un episodio rimasto nella memoria dei tifosi.

L’esplosione al Milan: il Metronomo

Nell’estate 2001 il Milan acquista Pirlo per circa 17 milioni di euro, cifra ingente per l’epoca. È con Carlo Ancelotti, che eredita l’intuizione di Mazzone e la perfeziona, che l’ormai nuovo CT Andrea Pirlo diventa uno dei centrocampisti più forti al mondo. Schierato davanti alla difesa nei moduli 4-3-1-2 e 4-3-2-1 di Ancelotti, Pirlo affianca giocatori come Rivaldo, Rui Costa e in seguito Kaká, formando insieme a Gennaro Gattuso una delle mediane più celebri della storia rossonera. È in questi anni che riceve il soprannome “il Metronomo”, per il modo in cui dettava i tempi di gioco della squadra.

La stagione 2002-03 è quella della definitiva consacrazione: Pirlo guida la Serie A in quattro categorie statistiche — passaggi, possesso palla, palloni recuperati e passaggi riusciti — e conduce il Milan alla vittoria di Coppa Italia e Champions League, quest’ultima contro la Juventus ai rigori dopo lo 0-0 nei tempi supplementari. L’anno seguente arriva anche il primo scudetto con il Milan, seguito dalla Supercoppa Italiana 2004.

Il percorso rossonero prosegue tra alti e bassi — la sconfitta ai rigori nella finale di Champions League 2005 contro il Liverpool, con Pirlo che sbaglia il proprio tiro dagli undici metri, resterà a lungo il ricordo più amaro della sua carriera, tanto da fargli valutare un ritiro anticipato — fino alla rivincita del 2007, quando il Milan batte proprio il Liverpool 2-1 nella finale di Atene, con Pirlo protagonista nell’assist per il gol decisivo. Nella stessa annata arriva anche la Supercoppa UEFA e, a fine 2007, il primo Mondiale per Club della storia rossonera.

L’ultimo trofeo in maglia Milan arriva nel 2011, con il secondo scudetto della carriera, prima che le strade tra il giocatore e il club si separino per la scadenza del contratto. In totale, con il Milan Pirlo colleziona 401 presenze e 41 reti in dieci stagioni.

Gli anni della maturità: la rinascita alla Juventus

Il trasferimento alla Juventus, a parametro zero nell’estate 2011, viene accolto con qualche scetticismo dagli addetti ai lavori, ma si trasforma presto in una vera e propria seconda giovinezza calcistica. Gianluigi Buffon, all’epoca suo compagno di squadra, commenterà l’arrivo di Pirlo dicendo che fu “la firma del secolo”. Nella sua prima partita ufficiale con la Juventus, contro il Parma, Pirlo fornisce già due assist.

Sotto la guida di Antonio Conte, schierato in un centrocampo a tre insieme a Claudio Marchisio e Arturo Vidal, Pirlo trova una libertà di manovra ideale per il suo stile di gioco. Nella stagione 2011-12 riporta la Juventus allo scudetto dopo nove anni di astinenza, chiudendo l’annata con il record di assist della Serie A (13). Nei tre anni successivi il ciclo vincente prosegue senza interruzioni: quattro scudetti consecutivi, di cui l’ultimo ottenuto nella storica stagione 2013-14 con 102 punti in classifica, oltre a una Coppa Italia e due Supercoppe Italiane.

Il nuovo CT Andrea Pirlo alla Juventus, in campo con la Juventus prima della finale di Supercoppa Italiana 2014 contro il Napoli a Doha
Foto: Save the Dream, Wikimedia Commons (CC BY 2.0 — creativecommons.org/licenses/by/2.0)

Pirlo viene inoltre eletto per tre anni consecutivi (2012, 2013, 2014) calciatore dell’anno della Serie A.

L’ultima stagione bianconera, la 2014-15, si chiude con la vittoria della Coppa Italia contro la Lazio e con la finale di Champions League di Berlino, persa 3-1 contro il Barcellona: l’ultima partita in assoluto con la maglia della Juventus. In totale, in quattro stagioni a Torino, Pirlo colleziona 164 presenze, 19 reti (15 delle quali su calcio di punizione) e 39 assist.

L’ultimo capitolo: New York e il ritiro

Nel luglio 2015 Pirlo firma con il New York City FC, franchigia neonata della Major League Soccer, diventando per un periodo il calciatore italiano più pagato in assoluto. Nelle sue tre stagioni americane, pur con qualche acciacco che ne mina la continuità fisica, si distingue per visione di gioco e qualità nei passaggi, venendo selezionato per l’MLS All-Star Game 2016 e fornendo 18 assist complessivi nel triennio.

Annuncia il ritiro nell’ottobre 2017, celebrato l’anno successivo con una partita evento al San Siro, “La Notte del Maestro”.

ClubPeriodoPresenzeGolAssistTrofei vinti
Brescia1994–1998496n.d.Serie B 1996-97 (promozione)
Inter Milan1998–2001400n.d.
Reggina (prestito)1999–2000306n.d.
Brescia (prestito)2000–2001100n.d.
AC Milan2001–201140141n.d.2 Scudetti · 2 Champions League · Coppa Italia · Supercoppa Italiana · 2 Supercoppe europee · Mondiale per Club
Juventus2011–201516419394 Scudetti consecutivi · Coppa Italia · 2 Supercoppe Italiane
New York City FC2015–201762118

Due primati meritano una menzione a parte: 101 assist in Serie A, quinto posto nelle statistiche di sempre dietro solo a Totti, Baggio, Del Piero e Rivera, e 15 assist in Champions League, record assoluto per un giocatore italiano nella storia della massima competizione europea per club. Numeri che raccontano un centrocampista capace di leggere il gioco con un anticipo fuori dal comune, prima ancora di essere ricordato per i gol dalla distanza.

La Nazionale: un Mondiale vinto e una finale persa

Con la maglia azzurra, il nuovo CT Andrea Pirlo vive il momento più alto e quello più agrodolce della sua carriera internazionale, a distanza di pochi anni l’uno dall’altro. Debutta nel 2002 sotto la gestione Trapattoni, ma è con Marcello Lippi che diventa un titolare inamovibile, fino alla convocazione per il Mondiale 2006 in Germania.

Quel torneo resta probabilmente il punto più alto della sua carriera in Nazionale: gol all’esordio contro il Ghana, assist decisivo nella semifinale contro la Germania, calcio d’angolo che genera il gol del pareggio di Materazzi in finale contro la Francia e, infine, primo rigore trasformato nella lotteria dei calci di rigore che consegna il quarto Mondiale della storia agli azzurri.

Pirlo viene votato uomo partita per tre volte in quel torneo — più di ogni altro giocatore — e riceve il Pallone di Bronzo come terzo miglior giocatore della competizione.

Sei anni dopo, agli Europei 2012, Pirlo è di nuovo il fulcro assoluto della Nazionale: decisivo nel pareggio d’esordio contro la Spagna, autore di un gol su punizione contro la Croazia, e soprattutto protagonista del quarto di finale contro l’Inghilterra, deciso ai rigori con il celebre “cucchiaio” alla Panenka che porta l’Italia in semifinale contro la Germania. Anche in quel torneo Pirlo si aggiudica tre premi di uomo partita, ma la finale contro la Spagna si chiude con una pesante sconfitta per 4-0.

Andrea Pirlo con la maglia della Nazionale italiana in un'amichevole contro il Portogallo a Ginevra nel giugno 2015
Foto: Clément Bucco-Lechat, Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0 — creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)

Successivamente partecipa alla Confederations Cup 2013 in Brasile, dove raggiunge le 100 presenze in Nazionale nella partita d’esordio contro il Messico, venendo nuovamente eletto uomo partita.

Al Mondiale 2014 indossa la fascia di capitano nella gara d’esordio contro l’Inghilterra per l’infortunio dell’ultimo minuto di Buffon, ma l’Italia viene eliminata nella fase a gironi.

Pirlo torna in Nazionale sotto la gestione di Antonio Conte, giocando le sue ultime partite nelle qualificazioni a Euro 2016, prima di chiudere definitivamente la carriera in azzurro nel settembre 2015.

AnnoPresenzeGolTrofei / Eventi / Assist documentati
200240Esordio in Nazionale (Trapattoni)
200310
200471Europei 2004 (fase a gironi) · Bronzo olimpico Atene 2004
200593
2006141Mondiale 2006 (vincitore, Pallone di Bronzo, MVP finale) · Assist per il gol di Grosso in semifinale contro la Germania
200781
200891Europei 2008 (eliminato ai quarti)
2009121Confederations Cup 2009 · Assist per il gol di Rossi contro gli Stati Uniti
201081Mondiale 2010 (fase a gironi) · Assist per il gol di Cassano contro l’Estonia (qualificazioni)
201190
2012132Europei 2012 (finalista) · Assist per Di Natale contro la Spagna e per Cassano contro l’Irlanda
2013132Confederations Cup 2013 (3° posto) · Assist per De Rossi contro il Giappone
201460Mondiale 2014 (fase a gironi, capitano nella gara d’esordio)
201530Ultime presenze in Nazionale

Da giovane, Pirlo era già stato protagonista assoluto a livello di selezioni giovanili: campione d’Europa Under-21 nel 2000 — da capitano, capocannoniere e miglior giocatore del torneo — oltre al bronzo olimpico conquistato ad Atene nel 2004 come giocatore fuoriquota.

L’allenatore: un percorso ancora in cerca di conferme

Se la carriera da calciatore è stata quasi ininterrottamente vincente, quella da allenatore racconta una storia molto più altalenante.

Pirlo ottiene il patentino UEFA A nel settembre 2018 e il Pro Licence nel settembre 2020, discutendo una tesi dal titolo “Il calcio che vorrei”, ispirata al Barcellona di Cruyff e Guardiola, all’Ajax di Van Gaal, al Milan di Ancelotti e alla Juventus di Conte.

Il debutto in panchina, nel luglio 2020, è già di per sé una storia particolare: ingaggiato per allenare la Juventus Under 23 in Serie C, viene promosso alla guida della prima squadra dopo appena nove giorni, in seguito all’esonero di Maurizio Sarri — senza aver mai diretto una gara ufficiale con la formazione giovanile. La sua prima stagione da allenatore di massimo livello si chiude con un bilancio di 52 partite, 34 vittorie, 10 pareggi e 8 sconfitte in tutte le competizioni: un quarto posto in campionato conquistato all’ultima giornata, ma anche due trofei, la Supercoppa Italiana e la Coppa Italia.

Non basta per la conferma: la Juventus decide di non rinnovare il contratto, richiamando Massimiliano Allegri.

Dopo un anno di inattività, nel giugno 2022 Pirlo riparte dalla Turchia, alla guida del Fatih Karagümrük. L’esperienza si chiude a tre giornate dalla fine del campionato 2022-23 e la squadra a centro classifica: 33 partite in campionato, 11 vittorie, 11 pareggi, 11 sconfitte, per un totale di 36 gare considerando anche la coppa nazionale turca.

Nel giugno 2023 torna in Italia, alla Sampdoria, appena retrocessa in Serie B. La prima stagione si chiude con un settimo posto e l’eliminazione ai playoff promozione contro il Palermo, ma dopo appena tre giornate della stagione successiva, con un solo punto conquistato, Pirlo viene esonerato. Il bilancio complessivo della sua gestione blucerchiata, tra Serie B e Coppa Italia, è di 45 partite, 18 vittorie, 10 pareggi e 17 sconfitte.

L’ultima esperienza, iniziata nel luglio 2025, è finora quella con il miglior rendimento dopo la parentesi juventina: alla guida dello United FC di Dubai, Pirlo conquista la promozione in UAE Pro League chiudendo la UAE First Division League 2025-26 al secondo posto, con 17 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte in 28 giornate.

A completare una stagione sorprendente, anche un percorso in coppa nazionale che ha visto lo United FC del nuovo CT Andrea Pirlo eliminare due squadre di massima divisione (Sharjah e Al Wahda) prima di arrendersi solo in semifinale.

SquadraPeriodoPartiteVPSPosizione finaleTrofei
Juventus U2330 lug – 8 ago 2020n/a
Juventus8 ago 2020 – 28 mag 202152341084° Serie ASupercoppa Italiana 2020, Coppa Italia 2020-21
Fatih Karagümrük12 giu 2022 – 24 mag 2023361312119° Süper Lig (esonerato a 3 giornate dalla fine)Nessuno
Sampdoria27 giu 2023 – 29 ago 2024451810177° Serie B (2023-24) → esonerato 2024-25 (19° dopo 3 giornate)Nessuno
Dubai United (United FC)25 lug 2025 – in carica2817742° UAE First Division League 2025-26 — promosso in Pro LeagueSemifinale President’s Cup

Cosa raccontano davvero questi numeri

Mettendo insieme le due carriere, il quadro che emerge è quello di un campione ancora alla ricerca della propria dimensione da tecnico. Da calciatore, Pirlo ha vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere, con una continuità di rendimento ai massimi livelli durata più di quindici anni, dai campi di Serie B fino alle notti di Champions League.

Da allenatore, l’unico vero squillo resta la stagione 2020-21 alla Juventus — comunque chiusa senza rinnovo — seguita da due esperienze concluse entrambe con un esonero.

L’eccezione più recente e più incoraggiante è proprio lo United FC di Dubai, dove Pirlo ha costruito qualcosa di concreto: una promozione e un percorso di coppa che ha steso due squadre di categoria superiore prima di fermarsi in semifinale.

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