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Vivere nel Regno Unito e in Irlanda

Vivere nel Regno Unito e in Irlanda è un’esperienza sempre più comune per gli italiani. Questa sezione raccoglie le informazioni pratiche per muoversi da cittadino europeo in questi paesi: documenti, lavoro, conti bancari, SIM.

Perché sempre più italiani scelgono di vivere nel Regno Unito e in Irlanda

Le ragioni sono diverse e spesso si intrecciano. Londra resta una delle capitali finanziarie e creative d’Europa, con un mercato del lavoro anglofono che continua ad attrarre professionisti di ogni settore, dalla finanza alla tecnologia fino all’ospitalità. Dublino, dall’altra parte del Mare d’Irlanda, è diventata negli ultimi quindici anni la sede europea di molte multinazionali tech e farmaceutiche, con un tessuto di giovani professionisti internazionali in costante crescita.

A questo si aggiunge un fattore linguistico non trascurabile: per chi vuole lavorare in inglese restando comunque in Europa (o quasi), queste due destinazioni restano tra le scelte più naturali.

Euro 2028 aggiungerà un ulteriore livello a questa dinamica. Un torneo di questa portata, distribuito su quattro nazioni e otto città, porta con sé un indotto di lungo periodo: aziende che assumono personale temporaneo per l’organizzazione, hotel e ristorazione che ampliano gli organici, agenzie di eventi che cercano collaboratori italofoni per gestire il pubblico proveniente dall’Italia.

Non è raro che un’esperienza iniziata come lavoro stagionale legato a una competizione si trasformi in qualcosa di più stabile, e chi arriva per la prima volta per seguire la Nazionale può ripartire con un’idea molto più concreta di cosa significhi davvero vivere nel Regno Unito e in Irlanda tutto l’anno.

Le differenze principali tra Regno Unito e Irlanda

Chi pensa a vivere nel Regno Unito e in Irlanda come a un’unica realtà commette un errore. Dal punto di vista amministrativo sono due sistemi profondamente diversi, differenze che si sono accentuate soprattutto dopo il 2020.

Il Regno Unito (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord) ha lasciato l’Unione Europea, e dal 1° gennaio 2021 i cittadini italiani non godono più della libertà di movimento prevista nell’area Schengen: servono documenti specifici per soggiorni prolungati, permessi di lavoro con sponsorship per la maggior parte delle posizioni, e un sistema a punti che valuta qualifiche, offerta di lavoro e livello salariale.

Anche un soggiorno breve, come quello di un tifoso che segue la Nazionale per una singola trasferta, richiederà una preventiva autorizzazione elettronica.

La Repubblica d’Irlanda, al contrario, è rimasta pienamente parte dell’Unione Europea. Per un cittadino italiano, questo significa libertà di movimento, di soggiorno e di lavoro senza le barriere amministrative introdotte nel Regno Unito post-Brexit — restano comunque alcuni adempimenti pratici, come la registrazione fiscale, necessari per normalizzare la propria posizione una volta sul posto.

Vale la pena ricordare che tra Regno Unito e Irlanda esiste una relazione storica particolare, la cosiddetta Area di Viaggio Comune, che facilita gli spostamenti tra i due paesi per i cittadini britannici e irlandesi — un accordo bilaterale precedente all’Unione Europea stessa, che però non sostituisce le regole di ingresso che un cittadino italiano deve comunque rispettare in ciascuno dei due paesi separatamente.

Il costo della vita: Londra, Dublino e le altre città

Uno degli aspetti che più condiziona la scelta di vivere nel Regno Unito e in Irlanda è il costo della vita, e qui le differenze interne a ciascun paese contano quanto quelle tra i due paesi. Londra e Dublino sono sistematicamente tra le città più care d’Europa, soprattutto sul fronte degli affitti.

Chi si trasferisce in una di queste due capitali deve mettere in conto un budget alloggio significativamente più alto rispetto alla media italiana, con quartieri centrali spesso fuori portata per chi arriva senza uno stipendio già consolidato.

Le altre città offrono un quadro più accessibile. Manchester, Glasgow, Birmingham e Newcastle hanno costi della vita nettamente più bassi rispetto a Londra, pur mantenendo mercati del lavoro dinamici, soprattutto nei settori tecnologico e universitario.

Per chi valuta di vivere nel Regno Unito e in Irlanda con un budget più contenuto, queste città meritano una considerazione seria, spesso trascurata da chi pensa solo alla capitale.

Sanità e assistenza sanitaria

La sanità è un altro punto di differenza sostanziale tra i due sistemi. Nel Regno Unito il servizio sanitario nazionale (NHS) copre i residenti, ma chi si trasferisce per un periodo prolungato con un visto di lavoro deve tipicamente versare un contributo sanitario aggiuntivo al momento della richiesta del visto.

L’importo esatto va sempre verificato sui canali ufficiali al momento della domanda, poiché viene aggiornato periodicamente.

In Irlanda il sistema sanitario pubblico (HSE) funziona in modo diverso, con un mix di assistenza pubblica e privata più marcato rispetto al modello britannico.

Per soggiorni brevi, resta fondamentale non confondere la copertura sanitaria di base con un’assicurazione di viaggio vera e propria: i cittadini italiani che si spostano temporaneamente dovrebbero sempre valutare una copertura assicurativa dedicata, soprattutto nel Regno Unito dove l’accesso gratuito ai cittadini UE non residenti non è più automatico come prima della Brexit.

Il sistema fiscale e i codici identificativi

Sia nel Regno Unito sia in Irlanda, chiunque lavori regolarmente ha bisogno di un codice identificativo fiscale personale. Nel Regno Unito si tratta del National Insurance Number, necessario per essere pagati correttamente e per accedere ad alcuni servizi pubblici.

In Irlanda l’equivalente è il PPS Number (Personal Public Service Number), indispensabile fin dai primi giorni per aprire un conto bancario, firmare un contratto di lavoro o affittare una casa a proprio nome.

Ottenere questi codici richiede tipicamente un appuntamento fisico presso un ufficio pubblico locale, e i tempi di attesa possono variare parecchio a seconda del periodo dell’anno e della città — un dettaglio pratico che chi si trasferisce dovrebbe considerare fin dalla pianificazione del viaggio, senza aspettarsi che tutto sia immediato.

Cosa serve sapere prima di partire

Chi sceglie di vivere nel Regno Unito e in Irlanda deve mettere in conto alcune pratiche essenziali: la questione dei documenti d’ingresso, la ricerca di un alloggio, l’apertura di un conto bancario locale o l’uso di soluzioni multivaluta, l’attivazione di una linea telefonica e, per chi si ferma più a lungo, la copertura sanitaria e la registrazione fiscale.

Ogni guida di questa sezione affronta uno di questi aspetti nel dettaglio, con l’obiettivo di essere uno strumento pratico e aggiornato.

Un consiglio trasversale, valido sia per il Regno Unito sia per l’Irlanda: la burocrazia locale, per quanto diversa da quella italiana, tende a essere più rapida quando gestita interamente online.

La maggior parte delle procedure di visto, registrazione fiscale e apertura di conti bancari oggi passa attraverso portali digitali dei rispettivi governi o degli istituti finanziari, riducendo drasticamente la necessità di codici cartacei o file fisiche agli sportelli, un’abitudine che chi arriva dall’Italia trova spesso una piacevole sorpresa.

Skyline di Londra, una delle mete più scelte da chi va a vivere nel Regno Unito e in Irlanda
Foto: User:Colin e Kim Hansen, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0 — creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)
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