Chi sono gli allenatori più vincenti agli Europei? La risposta condivide un primato collettivo prima ancora che individuale: in 17 edizioni disputate dal 1960 a oggi, nessun commissario tecnico è mai riuscito a vincere il torneo due volte. Diciassette edizioni, diciassette allenatori diversi sul gradino più alto — un dato che rende la classifica degli allenatori più vincenti agli Europei molto più affollata e imprevedibile rispetto a quella dei giocatori con più presenze.
Questo non significa che manchino record da raccontare. Alcuni allenatori hanno guidato la propria nazionale a più tornei, altri hanno accumulato più partite o più vittorie complessive nella fase finale, e almeno un paio di storie individuali — un giocatore diventato campione anche da CT, un tecnico straniero capace di vincere con una nazionale che non era la sua — meritano un capitolo a parte.
Nessun allenatore ha mai vinto due volte gli Europei
Il primo dato da tenere a mente parlando della classifica degli allenatori più vincenti agli Europei è che il record assoluto di titoli vinti da commissario tecnico è, semplicemente, uno.
Nella classifica degli allenatori più vincenti agli Europei, diciassette tecnici diversi hanno sollevato il trofeo nelle diciassette edizioni disputate: Gavriil Kachalin (URSS, 1960), José Villalonga (Spagna, 1964), Ferruccio Valcareggi (Italia, 1968), Helmut Schön (Germania Ovest, 1972), Václav Ježek (Cecoslovacchia, 1976), Jupp Derwall (Germania Ovest, 1980), Michel Hidalgo (Francia, 1984), Rinus Michels (Paesi Bassi, 1988), Richard Møller Nielsen (Danimarca, 1992), Berti Vogts (Germania, 1996), Roger Lemerre (Francia, 2000), Otto Rehhagel (Grecia, 2004), Luis Aragonés (Spagna, 2008), Vicente del Bosque (Spagna, 2012), Fernando Santos (Portogallo, 2016), Roberto Mancini (Italia, 2020) e Luis de la Fuente (Spagna, 2024).
Vale la pena notare che la Spagna, pur essendo la nazionale con più titoli in assoluto (quattro), li ha vinti con quattro allenatori diversi — un altro segno di quanto sia raro, nella storia della competizione, che lo stesso commissario tecnico riesca a ripetersi.
Berti Vogts: l’unico a vincere da calciatore e da allenatore
Nella storia degli allenatori più vincenti agli Europei, la vicenda più particolare è quella di Berti Vogts, l’unico uomo ad aver vinto il torneo sia da giocatore sia da commissario tecnico. Vogts fu parte della Germania Ovest campione nel 1972, senza scendere in campo nella fase finale.
Ventiquattro anni dopo, nel 1996, guidò la nazionale tedesca alla vittoria contro la Repubblica Ceca da allenatore, come ricostruito nella pagina record ufficiale UEFA dedicata agli allenatori — dopo essere già arrivato in finale, da CT, nel 1992, perdendo contro la Danimarca.
Vogts è anche uno dei soli tre allenatori nella storia ad aver guidato la propria squadra in due finali degli Europei: gli altri due sono Helmut Schön (vittoria nel 1972, sconfitta nel 1976) e, più recentemente, Gareth Southgate, sconfitto sia nel 2020 sia nel 2024 alla guida dell’Inghilterra.
Otto Rehhagel: l’unico a vincere con una nazionale straniera
Un altro record isolato appartiene a Otto Rehhagel, tecnico tedesco che nel 2004 portò la Grecia al titolo — l’unico allenatore nella storia degli Europei ad aver vinto il torneo alla guida di una nazionale diversa dalla propria. Il successo greco, costruito su un impianto difensivo solido più che su un calcio spettacolare, resta probabilmente la sorpresa più clamorosa nella storia del torneo, e il fatto che sia stata guidata da un tecnico straniero rende il primato di Rehhagel ancora più unico.
Vale la pena considerare – segno di una chiara evoluzione rispetto a tante edizioni del passato – che a Euro 2024, 8 delle 24 nazionali partecipanti alla fase a gironi erano guidate da un allenatore straniero. Ma nessuno di questi tecnici “in trasferta” è mai riuscito a bissare l’impresa di Rehhagel vincendo il torneo.
Il più anziano e il più giovane allenatore vincitore
Tra gli allenatori più vincenti agli Europei, il primato di età più avanzata al momento della vittoria appartiene a Luis Aragonés, che portò la Spagna al titolo nel 2008 a 69 anni e 336 giorni — la finale che segnò l’inizio del ciclo vincente spagnolo, proseguito poi con Vicente del Bosque nel 2012.
All’estremo opposto, l’allenatore più giovane ad aver mai vinto gli Europei è lo spagnolo José Villalonga, che aveva 44 anni e 192 giorni quando la sua nazionale batté l’Unione Sovietica nella finale del 1964. Curiosamente, anche l’allenatore più giovane ad aver mai disputato una finale degli Europei — pur perdendola — arriva dalla stessa partita: il sovietico Konstantin Beskov quel giorno aveva 43 anni e 215 giorni.
Joachim Löw: il record di partite e vittorie in fase finale
Se si guarda al numero di partite dirette nella fase finale, il nome che domina la classifica degli allenatori più vincenti agli Europei per continuità è quello di Joachim Löw, alla guida della Germania in quattro edizioni consecutive — 2008, 2012, 2016 e 2020. Löw ha diretto 21 partite complessive nella fase finale, il numero più alto nella storia del torneo, e detiene anche il record di vittorie assolute con 12 successi.
Alle sue spalle, per numero di partite dirette, si trova Didier Deschamps con 17 (2016, 2020, 2024), seguito da Lars Lagerbäck e Fernando Santos, entrambi a quota 15. Lagerbäck condivide con Löw anche il record di edizioni disputate come commissario tecnico: quattro a testa, anche se il tecnico svedese-islandese ha costruito il proprio record guidando due nazionali diverse in momenti diversi della carriera.

Fernando Santos e i pareggi, Fatih Terim e le sconfitte
Non tutti i record riguardano le vittorie. Fernando Santos, l’allenatore che ha portato il Portogallo al titolo nel 2016, detiene anche il record di pareggi nella fase finale con sei, distribuiti tra le tre edizioni in cui ha guidato una nazionale (una con la Grecia, quattro con il Portogallo nel 2016, una ancora con il Portogallo nel 2020).
Sul fronte opposto, il tecnico turco Fatih Terim — protagonista di tre edizioni con la Turchia, nel 1996, 2008 e 2016 — detiene il record di sconfitte nella fase finale con sette, il prezzo di una carriera internazionale notevole ma non fortunatissima alla guida della sua nazionale.
Schön e Del Bosque: l’accoppiata Mondiale-Europei
Solo due allenatori nella storia sono riusciti a vincere sia il Mondiale sia gli Europei alla guida della stessa nazionale: Helmut Schön, che portò la Germania al titolo continentale nel 1972 e a quello mondiale nel 1974, e Vicente del Bosque, capace dell’impresa opposta — Mondiale nel 2010, Europei nel 2012 — con la Spagna.
Gli allenatori più anziani e più giovani mai scesi in campo
Al di là delle finali vinte, esistono record ancora più estremi legati semplicemente alla presenza in una fase finale. L’allenatore più anziano ad aver mai diretto una partita degli Europei è Giovanni Trapattoni, che guidò la Repubblica d’Irlanda contro l’Italia a Euro 2012 a 73 anni e 93 giorni. Il più giovane, all’estremo opposto, è il tedesco Julian Nagelsmann, che aveva appena 36 anni e 327 giorni quando debuttò alla guida della Germania contro la Scozia a Euro 2024 — un divario di quasi 37 anni tra i due.
Sei allenatori con più di una nazionale in fase finale
Un’ultima categoria interessante nella storia degli allenatori più vincenti agli Europei riguarda chi è riuscito a guidare più di una nazionale alla fase finale nel corso della carriera.
Sono sei i tecnici che ci sono riusciti: Dick Advocaat (Paesi Bassi 2004, Russia 2012), Guus Hiddink (Paesi Bassi 1996, Russia 2008), Lars Lagerbäck (Svezia in tre occasioni, poi Islanda nel 2016), Roberto Martínez (Belgio 2020, Portogallo 2024), Fernando Santos (Grecia 2012, poi Portogallo in due edizioni) e lo stesso Giovanni Trapattoni (Italia 2004, Repubblica d’Irlanda 2012).
Nessuno di questi sei, però, è mai riuscito a vincere il torneo con più di una nazionale — un ulteriore promemoria di quanto sia raro, nella classifica degli allenatori più vincenti agli Europei, ripetere un successo già ottenuto.
Questa capacità di replicare il proprio metodo di lavoro con nazionali diverse, spesso di livello tecnico molto differente tra loro, è probabilmente il segno più concreto di una carriera internazionale costruita più sulla competenza tattica che sulla qualità della rosa a disposizione.
Fernando Santos, tra questi sei, resta il caso più interessante: ha portato tre nazionali diverse — considerando anche la doppia esperienza portoghese come due cicli distinti — fino alla fase finale, dimostrando una continuità professionale rara in un mestiere dove il turnover è la norma più che l’eccezione.
Perché è così raro vincere due volte
Il motivo per cui nessun allenatore è mai riuscito a bissare il titolo agli Europei ha più spiegazioni che si sommano tra loro. Il ciclo di quattro anni tra un’edizione e l’altra è lungo abbastanza perché un CT vincitore venga sostituito per scelta propria, per un ricambio generazionale della rosa che il successore deve gestire, o semplicemente perché la pressione di dover confermare un titolo si rivela più difficile da gestire di quella di conquistarlo per la prima volta.
A questo si aggiunge un fattore strutturale: le nazionali che vincono raramente restano competitive ai massimi livelli per due cicli consecutivi. Il talento di una generazione — pensiamo alla Spagna 2008-2012 o al Portogallo 2016 — tende a esaurirsi o a invecchiare insieme, mentre le nazionali rivali si rinnovano nel frattempo. Anche allenatori capaci di vincere non riescono sempre a ricostruire un gruppo altrettanto forte in tempo per l’edizione successiva.
Cosa aspettarsi da Euro 2028
Con il torneo che tornerà a giocarsi nel Regno Unito e in Irlanda, la domanda naturale per chi segue la classifica degli allenatori più vincenti agli Europei è se qualcuno riuscirà finalmente a rompere la regola non scritta del torneo — vincere una seconda volta da commissario tecnico. Nessuno dei 17 vincitori della storia c’è mai riuscito.