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Nuovi CT delle nazionali verso Euro 2028: l’estate dei cambi in panchina

I nuovi CT delle nazionali verso Euro 2028 raccontano bene quanto il Mondiale 2026 abbia lasciato il segno fuori dal campo, non solo dentro. Un’eliminazione precoce, una sconfitta ai rigori, un ciclo naturalmente giunto al termine: bastano motivi diversi, ma il risultato è lo stesso in mezza Europa.

Francia, Italia, Germania, ma anche Portogallo, Olanda e Croazia: hanno tutte già cambiato commissario tecnico nell’arco di poche settimane, proprio mentre si comincia a guardare al percorso di qualificazione verso ii prossimi campionati europei.

Francia, Italia, Germania

Tre di questi cambi li abbiamo già seguiti da vicino. In Francia, dopo quattordici anni sulla panchina dei Bleus, Didier Deschamps ha lasciato il posto a Zinedine Zidane, uno dei nomi più attesi del calcio transalpino.

In Italia, dopo la terza mancata qualificazione mondiale consecutiva e l’addio di Gennaro Gattuso, la Federazione ha scelto Andrea Pirlo per guidare la ricostruzione azzurra verso Euro 2028.

In Germania, dopo l’eliminazione mondiale contro il Paraguay e le dimissioni di Julian Nagelsmann, la DFB ha affidato la Nazionale a Jürgen Klopp, con un contratto fino al 2030 che copre sia Euro 2028 sia il Mondiale successivo. Tre storie diverse, ma lo stesso schema: un fallimento, un addio, e la scelta di un nome di peso per ripartire.

Tre storie diverse, ma lo stesso schema: un fallimento, un addio, e la scelta di un nome di peso per ripartire e la designazione di grandi nomi come nuovi CT delle nazionali verso Euro 2028.

Agli stessi tre casi si aggiungono ora Portogallo, Olanda e Croazia, che completano un quadro di sei big europee rifondate nella stessa estate.

Nuovi CT delle nazionali verso Euro 2028: Jürgen Klopp in campo da allenatore, luglio 2022
Foto: Steffen Prößdorf, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0 — creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

Portogallo: Jorge Jesus raccoglie l’eredità di Martínez e Ronaldo

Il Portogallo è uscito dal Mondiale 2026 agli ottavi di finale, battuto 1-0 dalla Spagna grazie a un gol di Mikel Merino arrivato nei minuti di recupero. Una sconfitta che ha segnato la fine del ciclo di Roberto Martínez, alla guida della Seleção dal gennaio 2023, nonostante la vittoria della Nations League conquistata nel 2025.

La Federazione portoghese, guidata dal presidente Pedro Proença, ha scelto come successore Jorge Jesus, 71 anni, reduce dall’esperienza all’Al-Nassr in Arabia Saudita, dove ha allenato Cristiano Ronaldo conquistando il titolo della Saudi Pro League. Per Jesus si tratta della prima esperienza alla guida di una nazionale, dopo una carriera lunga oltre tre decenni tra club come Benfica, Sporting CP, Flamengo e Al Hilal.

Il contratto firmato ha durata fino al 2030, anno in cui il Portogallo co-organizzerà il Mondiale insieme a Spagna e Marocco: un orizzonte che comprende quindi sia Euro 2028 sia l’appuntamento casalingo che seguirà. Resta aperta la questione legata a Cristiano Ronaldo, che dopo l’eliminazione ha dichiarato che quello appena concluso è stato il suo ultimo Mondiale, senza però sciogliere la riserva sul proprio futuro in Nazionale.

Olanda: si riparte da Slot dopo l’addio di Koeman

L’Olanda è uscita ai sedicesimi di finale, battuta ai rigori dal Marocco dopo un 1-1 maturato nei tempi supplementari. Nella notte seguente all’eliminazione, Ronald Koeman ha annunciato le proprie dimissioni da commissario tecnico attraverso un comunicato personale, motivandole non solo con il risultato sportivo ma anche con ragioni familiari, legate alla malattia della moglie.

La Federazione olandese si è mossa rapidamente per individuare il successore, aprendo colloqui con diversi profili prima di convergere su Arne Slot, tecnico 47enne reduce dall’esonero al Liverpool al termine della stagione 2025-26, dopo aver vinto la Premier League al primo anno alla guida dei Reds. Prima di Liverpool, Slot aveva costruito la propria reputazione al Feyenoord, con cui ha vinto l’Eredivisie nel 2023 e la Coppa d’Olanda nel 2024.

La sua candidatura è stata descritta dalla stampa olandese come quella del “candidato dei sogni”, coerente con la tradizione del calcio totale che i tifosi Oranje hanno sentito mancare durante il torneo appena concluso.

Croazia: Bilic torna sulla panchina dopo l’addio di Dalic

Anche la Croazia è stata eliminata ai sedicesimi di finale, sconfitta dal Portogallo in una partita rimasta in bilico fino ai minuti finali. Per Zlatko Dalic, alla guida della Nazionale da nove anni — con una finale mondiale e un terzo posto conquistati nelle ultime due edizioni — l’eliminazione ha coinciso con la fine di un ciclo lungo e di alto livello, chiuso insieme all’addio alla Nazionale del capitano Luka Modric, al suo quinto Mondiale disputato a 40 anni.

La Federazione calcistica croata ha scelto di ripartire da Slaven Bilic, 57 anni, che torna sulla panchina della propria Nazionale dopo l’esperienza già vissuta tra il 2006 e il 2012. Un ritorno che punta più sulla continuità e sull’esperienza che su un cambio di rotta radicale, in un momento in cui la Croazia deve comunque affrontare il naturale ricambio generazionale legato all’addio del proprio capitano storico.

Un’estate senza precedenti: cosa significa per Euro 2028

Sei big europee — Francia, Italia, Germania, Portogallo, Olanda e Croazia — con una nuova guida tecnica nell’arco di poche settimane sono un fenomeno che va oltre la normale fisiologia del post-Mondiale, quando qualche cambio in panchina è sempre atteso. La concentrazione e il peso dei nomi — da Zidane a Klopp, da Slot a Jorge Jesus — rendono questa fase di transizione particolarmente significativa proprio nell’anno in cui prende forma il percorso verso Euro 2028.

Ognuna di queste nazionali affronterà infatti la Nations League 2026/27 come primo vero banco di prova per il nuovo corso tecnico, con risultati che peseranno sia sul morale delle rispettive tifoserie sia, concretamente, sulle fasce di sorteggio delle qualificazioni europee, in programma il 6 dicembre 2026 a Belfast.

Per chi segue passo dopo passo, questa estate di cambi in panchina rappresenta quindi molto più di una semplice sequenza di notizie di calciomercato: è il punto di partenza reale da cui osservare come le grandi favorite si presenteranno alla fase di qualificazione.

Resta da vedere quanto rapidamente ciascuno dei nuovi commissari tecnici riuscirà a imprimere la propria identità tattica alle rispettive squadre. Le prime risposte, per molte di queste nazionali, arriveranno già dai gruppi di Nations League che scatteranno a fine settembre 2026 — un test che dirà molto sulla direzione presa da ciascun nuovo ciclo tecnico.

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