I giocatori più anziani agli Europei raccontano una delle facce meno celebrate ma più affascinanti del torneo continentale: quella della longevità sportiva, capace di tenere sul campo veterani ben oltre i quarant’anni, in un ruolo — quello del calciatore internazionale — che normalmente chiede il ritiro molto prima.
Più che una semplice classifica di numeri, le storie dei giocatori più anziani agli Europei meritano di essere raccontate una per una, per capire davvero cosa serva per restare competitivi a un’età in cui la maggior parte dei colleghi ha già appeso gli scarpini al chiodo.

Pepe: quarantuno anni e ancora protagonista
Il record assoluto tra i giocatori più anziani agli Europei porta la firma di Pepe, difensore portoghese che a Euro 2024 ha riscritto più volte il primato del giocatore più anziano nella storia del torneo. Il 18 giugno 2024, scendendo in campo contro la Repubblica Ceca, Pepe aveva 41 anni e 113 giorni. Ha poi continuato a estendere il proprio record partita dopo partita, fino a raggiungere i 41 anni e 130 giorni nel quarto di finale perso contro la Francia — la sua ultima presenza in un grande torneo internazionale prima del ritiro, come certificato anche dal Guinness World Records.
Pepe ha anche stabilito un altro primato meno noto ma altrettanto significativo tra i giocatori più anziani agli Europei: è diventato il giocatore più anziano ad aver mai disputato una partita a eliminazione diretta tra Mondiali ed Europei, superando un record che apparteneva dal 1990 al portiere inglese Peter Shilton (40 anni e 292 giorni).
Il commissario tecnico portoghese Roberto Martínez ha descritto Pepe come “un professionista 24 ore su 24”.
Gábor Király e Lothar Matthäus: i record prima di Pepe
Prima dell’arrivo di Pepe, il primato di giocatore più anziano apparteneva al portiere ungherese Gábor Király, che nel 2016 era diventato il primo quarantenne a scendere in campo in un Europeo, giocando contro il Belgio a 40 anni e 86 giorni — un primato rimasto imbattuto per otto anni, ottenuto in un torneo (Euro 2016) in cui Király ha disputato tutte e quattro le partite dell’Ungheria.
Prima ancora di Király, il record apparteneva a un grande nome della storia del calcio tedesco, Lothar Matthäus, che aveva conquistato la sua 150ª e ultima presenza con la Germania proprio a Euro 2000, a 39 anni e 91 giorni. Matthäus, capitano della Germania Ovest campione del mondo nel 1990, resta tuttora uno dei simboli della longevità internazionale del calcio tedesco, avendo rappresentato la propria nazionale in un arco di carriera lunghissimo.
Il record di marcatore più anziano: Luka Modrić
Distinto dal record di presenza più anziana esiste un altro primato tra i giocatori più anziani agli Europei, quello riservato a chi trova ancora il gol in età avanzata: a Euro 2024, Luka Modrić ha segnato contro l’Italia a 38 anni e 289 giorni, diventando il marcatore più anziano nella storia della fase finale degli Europei.
Va notato che la classifica dei marcatori più anziani nella storia del torneo comprende diversi nomi di assoluto prestigio del calcio europeo recente: proprio Modrić occupa oggi la vetta di questa graduatoria specifica, segno di quanto la sua carriera abbia sfidato le normali curve di declino atletico tipiche del ruolo, mantenendo intatte visione di gioco e qualità tecnica anche oltre i 38 anni.
Cristiano Ronaldo e la longevità come carriera
Un altro nome che merita spazio tra i giocatori più anziani agli Europei è quello di Cristiano Ronaldo, che a Euro 2024 è stato il secondo giocatore più anziano in assoluto dopo Pepe, con 39 anni e 151 giorni. Ronaldo detiene inoltre un primato che lo rende un caso unico nella storia del torneo: è il primo giocatore ad aver mai preso parte a sei edizioni diverse degli Europei, un arco temporale che va dal debutto giovanissimo nel 2004 fino a Euro 2024, vent’anni più tardi.
Questa longevità così prolungata non ha impedito a Ronaldo di restare titolare fisso nella nazionale portoghese fino ai trentanove anni, a testimonianza di come, tra i giocatori più anziani agli Europei, la componente atletica conti quanto e più della semplice esperienza accumulata negli anni.
Perché questi record continuano a essere importanti
Quello che rende affascinanti le storie dei giocatori più anziani agli Europei non è soltanto il numero anagrafico in sé, ma il livello a cui questi veterani hanno continuato a giocare. Pepe non ha semplicemente “resistito” fino a 41 anni: è stato titolare fisso nella difesa portoghese, arrivando fino ai quarti di finale in un ruolo che richiede intensità fisica costante.
Allo stesso modo, Modrić non ha segnato un gol simbolico a fine carriera, ma un gol decisivo in una partita di fase a gironi ancora in bilico.