Pirlo e il caso Fonbet arrivano a incrociarsi proprio mentre sembrava tutto fatto. La nomina di Andrea Pirlo a commissario tecnico dell’Italia, data ormai per acquisita dopo il rifiuto di Pep Guardiola, si è improvvisamente inceppata: manca ancora la firma ufficiale, e nelle ultime ore è esplosa una polemica legata ai rapporti commerciali del club di Dubai con un marchio russo di scommesse.
Intanto, i giorni passano e mancano poche settimane all’esordio degli azzurri in Nations League.
Cosa è successo
Dall’ottobre 2025 Pirlo è global ambassador di Fonbet, agenzia di scommesse sportive. Il legame non è casuale: Fonbet fa riferimento a Sergey Lomakin, imprenditore russo, che è anche presidente e proprietario dello United FC di Dubai — il club emiratino che Pirlo allena dal maggio 2025, e con cui aveva firmato un contratto biennale.
In pratica, la sponsorizzazione dell’allenatore e il suo incarico da tecnico farebbero capo alla stessa proprietà.
Il problema per una eventuale nomina a CT è semplice: la normativa italiana attualmente vieta la pubblicità diretta e indiretta di giochi e scommesse sportive, rendendo il ruolo di ambassador Fonbet incompatibile con un incarico istituzionale come quello di commissario tecnico della Nazionale.
Ecco perché Pirlo e il caso Fonbet sono diventati, nel giro di poche ore, argomento di grande attenzione.

La reazione della politica
La vicenda ha superato in fretta i confini sportivi. Diverse figure politiche hanno pubblicamente sollevato perplessità e hanno criticato il legame tra Pirlo e lo sponsor russo, alle volte mettendo in dubbio la scelta anche sul piano tecnico.
Tanto rumore per nulla?
Di fronte alle pressioni politiche, il presidente della FIGC Giovanni Malagò — che insieme al direttore tecnico Paolo Maldini e al vice Leonardo aveva già condiviso la scelta di puntare su Pirlo — ha chiesto le verifiche necessarie prima di procedere con l’annuncio ufficiale. I legali federali starebbero esaminando nel dettaglio la clausola sui diritti d’immagine che lega Pirlo a Fonbet.
Dal fronte dell’allenatore, secondo la ricostruzione della Gazzetta dello Sport, i legali di Pirlo assicurano che l’accordo con Fonbet include una clausola di recesso attivabile in qualsiasi momento e senza penali, pensata proprio per evitare incompatibilità future con nuovi incarichi.
La versione che filtra dall’entourage di Pirlo è che, una volta risolto il contratto con lo United FC di Dubai (in scadenza teorica a giugno 2027), anche il rapporto con Fonbet decadrebbe automaticamente, essendo i due legami commercialmente collegati alla stessa proprietà.
Alla prova dei fatti, tutto il rumore su Pirlo e il caso Fonbet, potrebbe risolversi (come spesso accade in Italia) in un abbaglio condito da qualche strumentalizzazione di troppo.
Si tratta quindi, potenzialmente, di una incompatibilità di ruoli che va risolta formalmente prima della firma.
Un ostacolo superabile facilmente?
Il quadro che emerge nella vicenda su Pirlo e il caso Fonbet, incrociando le fonti disponibili, è quello di un ostacolo procedurale più che di una vera causa ostativa alla nomina. Nessun indizio indica la seria possibilità di un cambio di rotta della FIGC verso un altro candidato.
Il caso sembra piuttosto un contrattempo da risolvere sul piano legale e comunicativo, non un problema che rimetta in discussione la scelta tecnica di fondo. Anche la stampa più critica sul piano politico riconosce che Pirlo non ha violato alcuna norma stringendo un accordo commerciale assolutamente lecito, per quanto ora non compatibile col nuovo ruolo che si appresta a ricoprire.
Detto questo, un margine di incertezza reale esiste: finché la clausola di recesso non viene attivata concretamente e il contratto con lo United FC non viene sciolto, l’annuncio ufficiale resta sospeso.
Non è ancora chiaro se questo passaggio richiedetà giorni o si trascinerà più a lungo, complicando la già stretta finestra di avvicinamento all’esordio in Nations League di fine settembre; la speranza è che le discussioni su Pirlo e il caso Fonbet si dissolvano rapidamente, in modo da lasciare spazio e tempo al percorso di preparazione della Nazionale.
Cosa cambia rispetto a quanto già raccontato
Pirlo e il caso Fonbet non cambiano il quadro di fondo — Pirlo resta, a tutti gli effetti, il nome designato — ma introducono un elemento di attenzione in più prima della fumata bianca definitiva: la nomina, ad oggi, non risulta ancora ufficializzata dalla FIGC.
Per il quadro completo di come si è arrivati fin qui, incluso il retroscena del rifiuto di Guardiola, resta valido il nostro articolo sulla scelta di Pirlo. Aggiornamenti ufficiali, quando arriveranno, saranno annunciati sul sito della FIGC.