EUROPEI.NET

Rivalità storiche degli Europei: i duelli che hanno fatto la storia

Le rivalità storiche degli Europei sono il filo che lega diciotto edizioni del torneo continentale: non solo trofei alzati al cielo, ma duelli ripetuti negli anni che hanno costruito narrazioni proprie.

Alcune di queste rivalità nascono da una finale decisa ai rigori, altre ancora da un gesto tecnico diventato leggenda. Ripercorrere le rivalità storiche degli Europei significa raccontare la storia del calcio continentale attraverso i suoi scontri più sentiti, quelli che i tifosi ricordano ancora decenni dopo il fischio finale.

Nazionale italiana rivalità storiche degli Europei prima della finale di Euro 1968
Foto: Keystone/Hulton Archive/Getty Images, pubblico dominio — Nazionale italiana schierata prima della finale di replay di Euro 1968 contro la Jugoslavia (Stadio Olimpico di Roma, 10 giugno 1968)

Cecoslovacchia contro Germania Ovest: la nascita del Panenka

La prima delle grandi rivalità storiche degli Europei nasce nella finale di Belgrado del 20 giugno 1976. Cecoslovacchia e Germania Ovest, campione uscente, si affrontano allo Stadion Crvena Zvezda davanti a 30.790 spettatori.

I cecoslovacchi vanno sul 2-0 nei primi 25 minuti grazie alle reti di Ján Švehlík e Karol Dobiaš, ma i tedeschi rimontano fino al pareggio, trovato all’89’ con Bernd Hölzenbein dopo il gol di Dieter Müller. Ai supplementari nessuno segna, e per la prima volta nella storia di un grande torneo internazionale una finale si decide ai calci di rigore.

È qui che accade il momento che ha reso questa sfida immortale, raccontato nel dettaglio anche dall’archivio storico ufficiale UEFA. I primi sette rigori vanno tutti a segno, poi Uli Hoeness spara il quarto tentativo tedesco sopra la traversa.

Tocca ad Antonín Panenka chiudere i conti: il centrocampista del Bohemians Praga, invece di calciare con forza, solleva la palla con un tocco morbido sotto il pallone, aspettando che il portiere Sepp Maier si tuffi da un lato prima di depositare la sfera esattamente al centro della porta.

Panenka avrebbe raccontato più tardi di essersi allenato a lungo su quel tipo di rigore con il proprio portiere dopo gli allenamenti, giocandosi tavolette di cioccolato e bottiglie di birra — un dettaglio che rende ancora più curiosa la nascita di un gesto tecnico oggi conosciuto in tutto il mondo semplicemente come “Panenka”.

Lo stesso capitano tedesco Franz Beckenbauer, dopo la sconfitta, ammise che solo un vero campione poteva inventare una soluzione simile, mentre la federazione calcistica francese lo definì un “poeta del calcio” e persino Pelé espresse pubblicamente la propria ammirazione per il gesto.

Va ricordato che quella finale non fu un episodio isolato nel percorso delle due squadre verso Belgrado. In semifinale la Cecoslovacchia aveva eliminato i padroni di casa della Jugoslavia solo dopo i tempi supplementari, mentre la Germania Ovest aveva ribaltato un doppio svantaggio nella propria semifinale contro la stessa Jugoslavia, vincendo 4-2.

Il pubblico di appena 30.790 spettatori alla finale, il più basso mai registrato per l’atto conclusivo del torneo, si spiega proprio con la delusione dei tifosi jugoslavi dopo l’eliminazione della propria nazionale in semifinale, a riprova di quanto anche le rivalità storiche degli Europei siano condizionate da fattori che vanno oltre il campo.

Italia contro Francia: la finale del 2000 e il golden goal

Tra le rivalità storiche degli Europei più drammatiche c’è senza dubbio quella tra Italia e Francia, culminata nella finale del 2 luglio 2000, giocata allo Stadio Feyenoord di Rotterdam. Italia e Francia si giocano il titolo europeo in una partita che resta uno dei momenti più intensi della storia del torneo.

Gli azzurri, guidati da Dino Zoff, vanno in vantaggio con Marco Delvecchio e sembrano poter controllare il risultato fino agli ultimi istanti. Ma nel recupero Sylvain Wiltord pareggia per la Francia, ribaltando l’inerzia della partita proprio quando l’Italia sembrava ormai a un passo dal titolo.

Ai tempi supplementari, con la regola del golden goal in vigore, è David Trezeguet a firmare il gol che consegna il secondo titolo continentale consecutivo alla Francia, dopo la vittoria casalinga del 1984. Fu la seconda finale europea di fila decisa dal golden goal — la stessa regola aveva deciso anche Euro 1996 tra Germania e Repubblica Ceca — e per l’Italia significò l’ennesima finale persa in un grande torneo internazionale.

Anni dopo, in un’intervista, Gianluigi Buffon avrebbe raccontato che una vittoria successiva contro la Francia fu vissuta come “il modo migliore per chiedere scusa ai nostri tifosi” per quella sera di Rotterdam, a testimonianza di quanto quella sconfitta fosse rimasta impressa nella memoria collettiva del calcio italiano.

Italia contro Spagna: dodici sfide nei grandi tornei

Poche rivalità nel calcio internazionale hanno la densità di Italia-Spagna, un’altra delle grandi rivalità storiche degli Europei. Le due nazionali si sono affrontate dodici volte nei grandi tornei internazionali, e per anni l’Italia ha avuto la meglio, prima che l’equilibrio si spostasse a favore della Spagna in due momenti cruciali del ciclo dorato spagnolo tra il 2008 e il 2012.

Il primo arriva agli ottavi di Euro 2008: dopo uno 0-0 al termine dei tempi supplementari, la Spagna vince ai rigori e prosegue la marcia che la porterà al primo dei suoi tre trofei consecutivi tra Europei e Mondiale, un dominio mai visto prima nella storia del calcio internazionale.

Quattro anni dopo, a Kiev, la finale di Euro 2012 si trasforma in una vera lezione di calcio: la Spagna travolge l’Italia 4-0, in quella che resta la vittoria più larga mai registrata in una finale degli Europei, come ricostruito anche dall’archivio ufficiale UEFA dedicato alla rivalità tra le due nazionali.

Gianluigi Buffon e Iker Casillas, capitani delle due squadre, restano l’immagine simbolo di questa rivalità: il loro abbraccio dopo la finale del 2012 racconta più di ogni statistica il rispetto reciproco costruito in oltre un decennio di sfide dirette, giocate sempre con un livello altissimo di intensità agonistica.

Prima del ciclo dorato spagnolo iniziato nel 2008, era stata l’Italia ad avere la meglio nella maggior parte dei confronti diretti nei grandi tornei, un dettaglio spesso dimenticato da chi ricorda questa rivalità solo per la doppia sconfitta italiana del 2008 e del 2012.

È proprio questo ribaltamento di equilibrio, avvenuto nell’arco di pochi anni, a rendere Italia-Spagna una delle rivalità storiche degli Europei più interessanti da analizzare: non un dominio costante di una delle due nazionali, ma un pendolo che si è spostato bruscamente in un momento preciso della storia recente del calcio europeo.

Italia contro Germania

Tra tutte le rivalità storiche degli Europei, quella tra Italia e Germania ha una particolarità che la rende unica: per decenni la Germania non era mai riuscita a battere l’Italia in una fase a eliminazione diretta di un grande torneo internazionale. Prima di Euro 2016, il bilancio negli scontri diretti nelle fasi finali vedeva quattro vittorie italiane nelle sfide a eliminazione diretta e quattro pareggi nella fase a gironi, un dato che aveva alimentato negli anni la narrazione di un vero e proprio tabù tedesco contro gli azzurri.

Quel tabù si spezza il 2 luglio 2016, nel quarto di finale di Bordeaux. Dopo l’1-1 dei tempi regolamentari — gol di Mesut Özil per la Germania al 65′, pareggio di Leonardo Bonucci su rigore al 78′ dopo un fallo di mano di Jérôme Boateng — la partita si trascina fino ai tempi supplementari senza altre reti.

Ai calci di rigore va in scena la serie più lunga nella storia degli Europei: nove round complessivi, con entrambe le squadre che sbagliano tre rigori a testa prima che il portiere Manuel Neuer respinga il tentativo di Matteo Darmian, aprendo la strada al decisivo rigore di Jonas Hector, che regala alla Germania la prima vittoria della sua storia contro l’Italia in una fase a eliminazione diretta di un grande torneo.

Il quarto di finale era stato descritto dagli osservatori come una partita degna di essere la finale stessa del torneo, e il livello dell’incontro confermò quelle aspettative. Per l’Italia di Antonio Conte, reduce da una vittoria per 2-0 contro la Spagna campione in carica negli ottavi di finale, quella sconfitta ai rigori interruppe un percorso che molti consideravano già sopra le attese della vigilia.

Germania contro Paesi Bassi: la rivincita del 1988

Poche rivalità calcistiche hanno radici profonde quanto quella tra Germania e Paesi Bassi, alimentata dalla finale del Mondiale 1974 vinta dai tedeschi in casa contro gli olandesi di Johan Cruijff.

Anche i precedenti degli anni Ottanta avevano acceso gli animi: a Euro 1980 la Germania vinse 3-2, ma la partita fu segnata da un episodio controverso tra il portiere Toni Schumacher e l’attaccante Johnny Rep, tanto che Karl-Heinz Rummenigge descrisse in seguito le sfide tra le due nazionali come dotate di “un effetto elettrizzante” sui giocatori.

Quattordici anni dopo la finale mondiale del 1974, agli Europei del 1988 organizzati proprio in Germania Ovest, arriva l’occasione per gli orange di prendersi la rivincita. La semifinale di Amburgo, il 21 giugno 1988, resta uno dei momenti più sentiti nella storia del calcio europeo. La Germania passa in vantaggio con un rigore di Lothar Matthäus, ma l’Olanda rimonta grazie al pareggio di Ronald Koeman, anch’esso su rigore, e al gol decisivo di Marco van Basten a due minuti dalla fine.

Fu la prima vittoria olandese sui tedeschi dal 1956, e i festeggiamenti nei Paesi Bassi vennero descritti come la manifestazione pubblica più grande dalla fine della Seconda guerra mondiale. Van Basten avrebbe poi ricordato che “vincere in Germania, contro la Germania, non è qualcosa che capita spesso”. Quella semifinale spianò la strada alla finale contro l’Unione Sovietica, vinta 2-0 grazie ai gol di Ruud Gullit e dello stesso Van Basten, e resta tuttora l’unico titolo europeo della storia olandese.

Inghilterra contro Germania: la maledizione dei rigori

Se esiste una delle rivalità storiche degli Europei definita quasi interamente dai calci di rigore, è quella tra Inghilterra e Germania. Il precedente più doloroso per gli inglesi resta la semifinale di Euro 1996, giocata a Wembley davanti al pubblico di casa nell’estate di “Football’s Coming Home”.

Dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, con gol di Alan Shearer e Stefan Kuntz, la partita si decide ancora una volta dal dischetto: la Germania vince 6-5, con l’unico errore inglese firmato da un giovane difensore di nome Gareth Southgate, lo stesso che avrebbe poi guidato la nazionale inglese da commissario tecnico decenni più tardi.

Quella sconfitta si aggiunge a un precedente già pesante, la semifinale del Mondiale di Italia ’90, anch’essa persa ai rigori contro i tedeschi, con errori dal dischetto di Stuart Pearce e Chris Waddle.

La combinazione dei due episodi ha alimentato per anni la narrazione di una maledizione inglese contro la Germania nelle situazioni decisive: la stessa leggenda tedesca Lothar Matthäus, capitano della Germania Ovest nel 1990, ha ammesso in un’intervista che se una sfida tra le due nazionali dovesse arrivare ai rigori, “la Germania resta favorita”, proprio per il peso psicologico accumulato in decenni di rivalità storiche degli Europei giocate sul filo della tensione.

Questo intreccio di rivincite mancate e redenzioni parziali è un altro degli elementi che rende la sfida anglo-tedesca una delle rivalità storiche degli Europei più raccontate.

Portogallo contro Spagna: il derby iberico

Conosciuta come il “Derby Iberico”, la rivalità tra Portogallo e Spagna è una delle più antiche tra le rivalità storiche degli Europei e del calcio internazionale in generale, con il primo confronto ufficiale che risale al dicembre 1921.

Per decenni l’equilibrio ha pesantemente favorito la Spagna, ma la storia cambia a Euro 2004, quando il Portogallo, paese ospitante, batte gli spagnoli 1-0 nella fase a gironi grazie a un gol da fuori area di Nuno Gomes, subentrato dalla panchina. Fu la prima vittoria portoghese contro la Spagna in un grande torneo internazionale, ed eliminò gli iberici dalla competizione fin dalla fase a gironi.

Il confronto più intenso arriva però otto anni dopo, nella semifinale di Euro 2012: una partita tatticamente serrata, decisa ancora una volta ai calci di rigore dopo lo 0-0 dei tempi supplementari, con la Spagna che prevale e prosegue verso la conquista del titolo, terzo trofeo consecutivo tra Mondiale ed Europei.

Le due nazionali si sono affrontate 41 volte in totale considerando tutte le competizioni, come documentato anche nella ricostruzione storica del Derby Iberico, con un bilancio complessivo di 17 vittorie spagnole, 6 portoghesi e 18 pareggi — numeri che raccontano un equilibrio cresciuto negli ultimi vent’anni, proprio nell’epoca in cui il Portogallo di Cristiano Ronaldo ha iniziato a competere stabilmente ai massimi livelli del calcio europeo.

Va sottolineato che la sconfitta più pesante nella storia di questo confronto risale addirittura al 1934, quando la Spagna travolse il Portogallo 9-0 in una partita di qualificazione al Mondiale — un risultato che oggi appare quasi incredibile alla luce dell’equilibrio raggiunto dalle due nazionali negli ultimi due decenni.

Croazia contro Spagna: la costante dei gironi

Meno carica di storia rispetto alle altre rivalità storiche degli Europei elencate finora, la sfida tra Croazia e Spagna si è comunque costruita un posto tra i confronti più ricorrenti del torneo negli anni duemiladieci, incontrandosi in tre edizioni consecutive.

A Euro 2012 decide un gol di Jesús Navas a due minuti dalla fine, in una partita di fase a gironi a Danzica. A Euro 2016 tutto si ribalta: la Croazia vince 2-1 in rimonta con le reti di Nikola Kalinić e Ivan Perišić, dopo il vantaggio iniziale di Álvaro Morata, risultato che permise ai croati di chiudere il girone davanti proprio alla Spagna. A Euro 2020 il confronto approda per la prima volta a un ottavo di finale a eliminazione diretta, con la Spagna che prevale in una partita spettacolare e ricca di ribaltamenti di fronte.

Il bilancio complessivo negli otto incontri disputati tra le due nazionali vede la Spagna in vantaggio con quattro vittorie contro tre della Croazia e un pareggio.

Va aggiunto che la sconfitta più pesante mai subita dalla Croazia in un grande torneo porta proprio la firma della Spagna: un netto 6-0 rimediato nella UEFA Nations League del settembre 2018.

EURO 2028Sei un vero appassionato di calcio europeo? Mettiti alla prova col quiz
Fai il quiz