Nella storia degli Europei sono stati segnati 30 autogol in totale, un numero che fino a poco tempo fa sembrava marginale e che si è invece impennato nelle ultime due edizioni: 11 autogol a Euro 2020, record assoluto per un singolo torneo, e altri 10 a Euro 2024 — 21 in due edizioni, un vero e proprio record, più di quanti se ne fossero visti in tutte le quindici precedenti messe insieme.
Gli autogol più famosi degli Europei raccontano spesso più della partita in sé: la sfortuna improvvisa di un difensore, il destino capovolto di un centrocampista, la beffa di un portiere che non può farci nulla. Ecco quelli rimasti nella memoria collettiva del torneo.

Il primo della storia: Anton Ondruš nel 1976
Il primo autogol nella storia degli Europei porta la firma di Anton Ondruš, difensore della Cecoslovacchia, nella semifinale del 1976 contro i Paesi Bassi. Ondruš aveva già segnato il gol del vantaggio cecoslovacco, ma al 73′ deviò nella propria porta un pallone che riportò in parità gli olandesi, trascinando la partita ai tempi supplementari.
La Cecoslovacchia vinse comunque 3-1 e conquistò poi il titolo in finale contro la Germania Ovest ai rigori — il torneo passato alla storia per il cucchiaio di Antonín Panenka. Ondruš resta uno dei soli due giocatori nella storia del torneo ad aver segnato sia un gol regolare sia un’autorete nella stessa partita.
Merih Demiral apre (male) Euro 2020
L’11 giugno 2021, nella gara inaugurale di Euro 2020 tra Turchia e Italia allo Stadio Olimpico, il difensore turco Merih Demiral deviò nella propria porta un cross di Domenico Berardi al 53′, aprendo le marcature in favore degli azzurri, che vinsero poi 3-0.
Fu la prima volta nella storia del torneo che il primo gol di un’edizione fosse un autogol — un episodio destinato a restare tra gli autogol più famosi degli Europei per il contesto in cui arrivò, all’apertura di un torneo che si sarebbe concluso con la vittoria dell’Italia.
Wojciech Szczęsny, il portiere sfortunato
Tre giorni dopo, il 14 giugno 2021, Wojciech Szczęsny diventò il primo portiere nella storia degli Europei a segnare un’autorete: contro la Slovacchia, un pallone rimbalzò sul palo, poi sulla sua schiena, e finì in rete al 18′, il gol più veloce mai segnato da un giocatore contro la propria squadra in una partita del torneo fino a quel momento.
Due autogol in cinque minuti: Portogallo-Germania
Il 19 giugno 2021 Rúben Dias e Raphaël Guerreiro, entrambi difensori del Portogallo, segnarono un’autorete ciascuno nel giro di meno di cinque minuti nella sfida con la Germania, terminata 4-2 per i tedeschi. Fu la prima volta nella storia degli Europei che una squadra subisse due autogol nella stessa partita.
Il pasticcio di Unai Simon negli ottavi
Il 28 giugno 2021, negli ottavi di finale tra Spagna e Croazia, un retropassaggio impreciso di Pedri sorprese il portiere Unai Simon, che lasciò scivolare il pallone in porta. L’autorete venne ufficialmente attribuita a Pedri, ma la dinamica — un errore quasi comico del portiere sul pallone che gli passa sotto i piedi — resta uno degli episodi più discussi del torneo.
La partita, sull’1-1 dopo quell’episodio, si concluse 5-3 dopo i tempi supplementari a favore della Spagna.
La notte nera di Calafiori con l’Italia
Tra gli autogol più famosi degli Europei degli ultimi anni c’è quello di Riccardo Calafiori. Il 20 giugno 2024, a Gelsenkirchen, un cross di Nico Williams toccò Donnarumma e poi il ginocchio del difensore azzurro, terminando in porta al 55′: fu l’unico gol di Spagna-Italia, decisivo per la qualificazione degli iberici come primi nel girone in una partita segnata dalla consueta rivalità tra le due nazionali.
Per Calafiori, alla sua seconda presenza in Nazionale maggiore, fu una serata da dimenticare in un match in cui l’Italia non riuscì mai a tirare nello specchio della porta avversaria.
Klaus Gjasula: dall’autogol al gol della vita
Il 19 giugno 2024, nella sfida di Amburgo tra Croazia e Albania, Klaus Gjasula fu sfortunato protagonista di un’autorete al 76′ che portò avanti la Croazia 2-1. Ma nel recupero, al 95′, lo stesso centrocampista firmò il gol del definitivo 2-2, riscattandosi nel giro di venti minuti — uno degli autogol più famosi degli Europei proprio per come si è concluso. Gjasula è il secondo giocatore nella storia del torneo, dopo Ondruš nel 1976, ad aver segnato sia un’autorete sia un gol regolare nella stessa partita, entrambi episodi legati all’edizione degli Europei 2024.
Il record di squadra: la Turchia
Nessuna nazionale ha subito più autoreti dai propri giocatori della Turchia: tre in totale (Demiral nel 2021, Akaydin e Müldür nel 2024), tutte tra Euro 2020 ed Euro 2024. Al secondo posto, con due autoreti ciascuna, Slovacchia e Portogallo.
Perché gli autogol sono esplosi nelle ultime due edizioni
Il balzo da una media di meno di un autogol a edizione, fino a Euro 2016, agli 11 di Euro 2020 e ai 10 di Euro 2024 ha più di una spiegazione: il format allargato a 24 squadre dal 2016 in poi porta più partite e quindi più occasioni statistiche; il pressing alto e i retropassaggi rischiosi tipici del calcio moderno aumentano il margine d’errore vicino alla propria porta; e il numero di gare giocate in poche settimane lascia le difese spesso stanche nei finali di partita.
Che siano frutto di sfortuna o di un calcio sempre più aggressivo, gli autogol più famosi degli Europei restano uno degli aspetti più imprevedibili — e memorabili — della storia del torneo.