Le elezioni FIGC del 14 dicembre avranno due candidati. Giovanni Malagò ha depositato la sua candidatura martedì 3 novembre, con le firme di undici club di Serie A; Adriano Galliani lo ha fatto mercoledì 4, nel giorno della scadenza, attraverso un suo delegato e con il sostegno di calciatori e allenatori. A meno di sorprese nelle prossime ore, la presidenza della Federcalcio si deciderà in un confronto diretto tra il commissario in carica e l’ex amministratore delegato di Milan e Monza.
Malagò e le firme della Serie A
Malagò, presidente del CONI dal 2013 al 2025, guida la federazione da giugno, prima come presidente e dal 6 ottobre come commissario straordinario, dopo che il CONI ha annullato la sua elezione per il tesseramento mancante. La vicenda, con il voto di giugno e il compromesso che lo ha lasciato al comando, è ricostruita nell’articolo sul commissariamento della FIGC.
Per ripresentarsi gli servivano le firme di almeno metà più uno dei delegati di una Lega o di una componente tecnica. Le ha trovate in Serie A: undici schede di accredito su venti club, consegnate insieme alla documentazione. Tra le società che lo hanno sostenuto ci sono Napoli, Roma, Bologna, Lecce, Monza, Frosinone e Udinese.
È un appoggio molto più stretto di quello di giugno, quando diciannove club su venti erano con lui. La Serie A si presenta divisa quasi a metà e le firme, per regolamento, non obbligano i delegati a votare per il candidato che hanno sostenuto.
Galliani, calciatori e allenatori
La candidatura di Galliani nasce fuori dalle Leghe professionistiche. Il dirigente brianzolo è stato per oltre trent’anni, dal 1986 al 2017, l’amministratore delegato del Milan di Silvio Berlusconi, la stagione delle cinque Coppe dei Campioni e Champions League vinte dai rossoneri tra il 1989 e il 2007. Con lo stesso gruppo ha poi portato il Monza in Serie A per la prima volta nella sua storia, nel 2022.
A fine ottobre l’Associazione Italiana Calciatori e l’Associazione Italiana Allenatori Calcio hanno chiuso la raccolta delle firme e annunciato insieme di sostenerlo. A giugno le due associazioni avevano votato Malagò, e per tradizione si erano sempre mosse in linea con la Serie A.
Il voto del 14 dicembre
L’assemblea elettiva è convocata per lunedì 14 dicembre all’hotel Hilton Rome Airport di Fiumicino. Il voto è segreto e ponderato: ogni componente pesa in percentuale, indipendentemente dal numero dei suoi delegati.
- Lega Nazionale Dilettanti: 34%
- calciatori: 20%
- Serie A: 18%
- Lega Pro: 12%
- allenatori: 10%
- Serie B: 6%
Per essere eletto un candidato ha bisogno della maggioranza assoluta dei voti validi, contando anche le schede bianche. Con due soli candidati sono previsti fino a tre scrutini.
Sulla carta Galliani parte dal 30% di calciatori e allenatori, Malagò dalla quota di Serie A che ha firmato per lui. Il blocco più pesante resta quello dei Dilettanti, guidati da Giancarlo Abete, lo sfidante sconfitto da Malagò a giugno. La LND non ha presentato un proprio candidato e non si è ancora schierata, come Serie B e Lega Pro.
Le prossime tappe
Fino all’assemblea Malagò resta commissario: il suo incarico è portare la federazione al voto.
Entro il 14 novembre la federazione pubblicherà sul proprio sito le candidature ammesse. Da quel momento ci sono sette giorni per eventuali impugnazioni, il passaggio in cui potrebbero emergere contestazioni sui requisiti come quella che a ottobre ha portato al commissariamento.
Poi la corsa entrerà nella fase decisiva, con i programmi dei due candidati da presentare ai delegati. In assemblea, prima delle votazioni per la presidenza, le componenti eleggeranno i loro rappresentanti nel Consiglio federale.
Cosa cambia per la Nazionale
Il calendario della federazione si incrocia con quello degli azzurri. Il 12 novembre l’Italia di Mancini ospita la Francia a San Siro e il 15 chiude il girone di Nations League a Bruxelles contro il Belgio, con i quarti ancora da conquistare. Il 6 dicembre, otto giorni prima del voto, la Nazionale conoscerà a Belfast il suo girone di qualificazione agli Europei 2028: al sorteggio la FIGC sarà ancora rappresentata dal commissario.
Il presidente eletto a dicembre accompagnerà invece la squadra in tutto il percorso di qualificazione, da marzo a novembre 2027, e guiderà la federazione mentre l’Italia prepara gli Europei del 2032, organizzati insieme alla Turchia, con la scelta degli stadi tra i dossier più urgenti.