Cristiano Ronaldo ha annunciato il ritiro dalla nazionale portoghese. Lo ha fatto oggi giovedì 5 novembre sui social, con una frase rivolta a tutto il Paese: “Ai portoghesi, è arrivato il giorno di restituire la maglia numero 7”. Si chiude così, dopo 23 anni, 234 presenze e 146 gol, la carriera internazionale del miglior marcatore di sempre nelle nazionali maschili.
Ronaldo continuerà a giocare ancora nell’Al Nassr. Chi lo ha seguito per oltre vent’anni potrà quindi continuare a seguirlo e ammirarlo.
Il messaggio ai portoghesi
Nel video Ronaldo ripercorre la sua storia con il Portogallo, dal debutto del 2003 alle ultime partite. “Il viaggio iniziato nel 2003 ha cambiato la mia vita per sempre”, dice, e spiega che la scelta “non è stata facile, perché non è stata presa solo con la testa ma anche con il cuore”. Ringrazia compagni, tifosi e in particolare i portoghesi emigrati all’estero, ammette di non essere sempre riuscito a dare al Paese tutto quello che desiderava e chiude con una promessa: il Portogallo resterà sempre dentro di lui.
Ventitré anni da record
I numeri di Ronaldo con il Portogallo non hanno paragoni. I 146 gol sono il primato assoluto tra le nazionali maschili, le 234 presenze ne fanno il giocatore con più partite nella storia portoghese. Ha giocato sei Mondiali, l’ultimo quest’estate in Nordamerica, e sei edizioni degli Europei, dal 2004 al 2024.
Risultati straordinari, nei club come in Nazionale. Agli Europei e in Nations League ha fatto spesso la differenza. È il giocatore con più presenze nella fase finale e il miglior marcatore della storia degli Europei, come raccontano la classifica dei giocatori con più presenze agli Europei e i record degli Europei.
Nel 2016, a Parigi, ha vinto il primo grande trofeo della storia del Portogallo. Poi sono arrivate due Nations League, nel 2019 e nel 2025, entrambe alzate da capitano.
Il primo grande torneo, nel 2004, erano stati gli Europei di casa, chiusi con la sconfitta in finale contro la Grecia. Ventidue anni dopo, l’ultima immagine in un grande torneo resta quella degli ottavi dei Mondiali 2026, persi 1-0 contro la Spagna.
Una carriera da record anche nei club
Ronaldo ha vinto i campionati in quattro Paesi diversi: Inghilterra con il Manchester United, Spagna con il Real Madrid, Italia con la Juventus e Arabia Saudita con l’Al Nassr. Nel Real Madrid è il miglior marcatore della storia del club, con 450 gol in nove stagioni, e a Madrid ha costruito il suo dominio in Champions League: cinque trofei vinti, uno con lo United nel 2008 e quattro con il Real tra il 2014 e il 2018, e il primato assoluto di gol nella competizione, 140.
Alla Juventus ha superato quota cento reti in tre stagioni, vincendo due scudetti, mentre in Arabia Saudita ha stabilito nel 2024 il record di gol in una stagione del campionato saudita, 35.
Con cinque Palloni d’Oro e oltre 900 gol ufficiali in carriera, tra club e nazionale, è uno dei marcatori più prolifici di sempre.
Il calcio non perde Ronaldo
La notizia migliore, per chi spera di vederlo ancora a lungo, è che il messaggio non parla di club. Ronaldo resta all’Al Nassr, con cui nel 2025 ha rinnovato il contratto fino al 2027. Nella scorsa stagione, allenato proprio da Jesus, ha segnato 28 gol in 30 partite di campionato: numeri da attaccante nel pieno della carriera, non da giocatore sul viale del tramonto.
Senza gli impegni con la nazionale, le soste di settembre, ottobre, novembre e marzo diventano tempo per recuperare.
Il Portogallo senza Ronaldo
Il Portogallo va avanti senza il suo capitano. La squadra di Jesus è già ai quarti di finale di Nations League e dal 6 dicembre conoscerà il suo girone di qualificazione agli Europei 2028, il primo torneo senza Ronaldo da oltre vent’anni. La storia della nazionale portoghese, dai primi Mondiali alla generazione di oggi, è nella scheda del Portogallo.
Per Ronaldo, invece, la partita continua altrove. L’augurio è di vederlo ancora in campo per almeno ancora qualche stagione.