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Il Milan agli Europei: tutti i rossoneri dal 1968 al 2024

Il Milan ha portato agli Europei 52 giocatori diversi, in 12 delle 17 edizioni disputate fino al 2024, per un totale di 63 convocazioni con le maglie di 13 Nazionali. Restano senza rossoneri il 1960, il 1964, il 1972 e il 1976, fasi finali a quattro squadre, e il 1984, quando l’Italia campione del mondo non riesce a qualificarsi.

Otto giocatori del Milan sono diventati campioni d’Europa: Angelo Anquilletti, Giovanni Lodetti, Pierino Prati, Gianni Rivera e Roberto Rosato con l’Italia nel 1968, Ruud Gullit e Marco van Basten con l’Olanda nel 1988, Gianluigi Donnarumma con l’Italia nel 2021. Tutti i nomi, edizione per edizione, sono nella pagina dei giocatori del Milan agli Europei.

1968, cinque rossoneri campioni in casa

La prima volta del Milan agli Europei coincide con il primo titolo dell’Italia. Nella rosa di Ferruccio Valcareggi ci sono cinque rossoneri, il gruppo più numeroso del torneo insieme a quelli di Everton e CSKA Mosca: Rivera, Lodetti, Prati, Rosato e Anquilletti.

La semifinale di Napoli contro l’Unione Sovietica comincia male proprio per il Milan. Rivera, leader della squadra, si fa male nei primi minuti e resta in campo quasi da spettatore, perché il regolamento non prevede sostituzioni. L’Italia tiene lo 0-0 per 120 minuti e passa grazie al lancio della monetina.

In finale contro la Jugoslavia, a Roma, Valcareggi cambia molto: giocano Lodetti, che aveva saltato la semifinale, e Prati in attacco. Il gol di Angelo Domenghini all’80’ vale l’1-1 e la ripetizione. Due giorni dopo il ct ne cambia ancora cinque e mette Rosato davanti alla difesa, a fare da diga: l’Italia vince 2-0 con Gigi Riva e Pietro Anastasi. Il torneo completo è nella scheda degli Europei 1968.

1980, gli Europei dell’anno della Serie B

Gli Europei tornano in Italia nell’estate più difficile della storia rossonera. Lo scandalo del calcioscommesse costa al Milan la prima retrocessione in Serie B e toglie alla Nazionale Paolo Rossi e Bruno Giordano. Enzo Bearzot convoca comunque quattro milanisti: Franco Baresi, appena ventenne, Fulvio Collovati, Aldo Maldera e Ruben Buriani.

Collovati è il titolare della difesa accanto a Gaetano Scirea. La sua estate si chiude nella finale per il terzo posto contro la Cecoslovacchia: dopo sedici rigori segnati di fila, il primo errore della serie è suo e l’Italia chiude quarta. Baresi, Collovati e Maldera restano al Milan e la stagione successiva la giocano in Serie B.

1988, l’Olanda di Gullit e Van Basten

Otto anni dopo il Milan di Arrigo Sacchi ha appena vinto lo scudetto e manda in Germania Ovest sei giocatori. Quattro sono nell’Italia di Azeglio Vicini: Baresi, Carlo Ancelotti, Roberto Donadoni e un diciannovenne Paolo Maldini, al primo dei suoi tre Europei. Gli azzurri arrivano in semifinale e si fermano contro l’Unione Sovietica.

Gli altri due vincono il torneo. Ruud Gullit, capitano dell’Olanda, arriva con il Pallone d’Oro vinto nel 1987, l’anno del passaggio dal PSV al Milan. Van Basten parte dalla panchina nella sconfitta d’esordio con l’Unione Sovietica, poi segna cinque gol: la tripletta all’Inghilterra, il gol del 2-1 in semifinale contro la Germania Ovest e il tiro al volo da posizione quasi impossibile nella finale di Monaco. Il primo gol della finale, di testa, è di Gullit. Il racconto completo è negli Europei 1988.

1992, il rigore di Van Basten

In Svezia l’Italia non c’è, e il Milan è rappresentato dai tre olandesi: Frank Rijkaard si è unito a Gullit e Van Basten. La semifinale contro la Danimarca, ripescata all’ultimo momento, è una delle partite più belle del torneo. Rijkaard segna il 2-2 a quattro minuti dalla fine e porta la sfida ai supplementari e poi ai rigori.

Nella serie dal dischetto segnano tutti fin quando Peter Schmeichel si tuffa alla sua sinistra e respinge il tiro di Van Basten. La Danimarca va in finale e vince il titolo, l’Olanda campione in carica torna a casa.

1996 e 2000, Maldini e Albertini

Nel 1996 in Inghilterra i rossoneri sono cinque. Maldini, Alessandro Costacurta e Demetrio Albertini fanno parte dell’Italia di Sacchi, eliminata nel girone. Marcel Desailly arriva in semifinale con la Francia, Zvonimir Boban ai quarti con la Croazia.

Quattro anni dopo, in Belgio e Olanda, il Milan porta nell’Italia di Dino Zoff Maldini, Albertini, Massimo Ambrosini e il giovane portiere Christian Abbiati. Gli azzurri arrivano in finale e la perdono al golden goal contro la Francia. Nella stessa edizione ci sono anche Oliver Bierhoff con la Germania e Thomas Helveg con la Danimarca.

2004, l’anno del “biscotto”

Gli Europei del Portogallo portano otto milanisti, il massimo per il club in una singola edizione insieme al 2024. Tre sono nell’Italia di Giovanni Trapattoni: Gennaro Gattuso, Alessandro Nesta e Andrea Pirlo. L’eliminazione degli azzurri arriva da un’altra partita e porta la firma di un loro compagno di squadra.

All’ultima giornata del girone a Danimarca e Svezia basta un 2-2 per passare entrambe. Jon Dahl Tomasson, attaccante del Milan, porta in vantaggio i danesi al 28′ e segna di nuovo al 66′, ma la Svezia pareggia due volte. Finisce proprio 2-2, e la vittoria dell’Italia sulla Bulgaria non serve a niente. Nella Danimarca c’è anche un altro rossonero, il difensore Martin Laursen.

Per Manuel Rui Costa sono invece gli ultimi Europei con il Portogallo padrone di casa. Segna alla Russia e ai quarti contro l’Inghilterra firma il 2-1 al 110′ con un tiro dal limite. Nella serie di rigori il suo tiro finisce alto, ma il Portogallo vince lo stesso e arriva fino alla finale, poi persa contro la Grecia.

2008 e 2012, Pirlo, Gattuso e Ibrahimović

In Austria e Svizzera i rossoneri dell’Italia sono di nuovo tre: Pirlo, Gattuso e Ambrosini. Nell’ultima partita del girone gli azzurri battono la Francia 2-0, ma Pirlo e Gattuso vengono ammoniti e saltano il quarto di finale contro la Spagna. Ambrosini prende il posto di Pirlo, l’Italia tiene lo 0-0 e perde ai rigori.

Nel 2012 la partita più rossonera è Svezia-Francia a Kiev. Zlatan Ibrahimović segna l’1-0 con un tiro al volo acrobatico al 54′, dall’altra parte c’è il compagno di squadra Philippe Mexès, che viene ammonito e salta il quarto contro la Spagna. L’Italia di Cesare Prandelli, con Ignazio Abate, Antonio Nocerino e Antonio Cassano, arriva in finale e perde 4-0 sempre contro gli spagnoli. Nella rosa dell’Olanda c’è Mark van Bommel.

Il 2016 è l’edizione con meno rossoneri: due soli convocati, Mattia De Sciglio con l’Italia di Antonio Conte e Juraj Kucka con la Slovacchia.

2021, Donnarumma miglior giocatore

Gli Europei 2020, giocati nel 2021, portano cinque milanisti. Donnarumma arriva al torneo con il contratto in scadenza il 30 giugno, gioca da portiere titolare dell’Italia di Roberto Mancini e diventa il miglior giocatore del torneo. Nella semifinale contro la Spagna e nella finale contro l’Inghilterra a Wembley decide le serie di rigori, con le parate su Jadon Sancho e Bukayo Saka nell’ultima. Pochi giorni dopo firma con il Paris Saint-Germain (Europei 2020).

Lo stesso torneo ha un altro protagonista del Milan, per un motivo lontano dal campo. A Copenaghen, durante Danimarca-Finlandia, Christian Eriksen ha un arresto cardiaco e il primo a soccorrerlo è il capitano danese Simon Kjær, difensore rossonero. La Danimarca arriva poi fino alla semifinale. Completano il gruppo Hakan Çalhanoğlu con la Turchia, Ante Rebić con la Croazia e Diogo Dalot con il Portogallo.

2024, otto stranieri e nessun azzurro

In Germania il Milan pareggia il suo primato con otto convocati, ma per la prima volta l’Italia gioca un’edizione degli Europei senza rossoneri: nessun milanista è nella lista di Luciano Spalletti. I giocatori del club si dividono tra sei Nazionali.

La Francia ne ha tre, Mike Maignan, Théo Hernández e Olivier Giroud, e arriva in semifinale. Con il Portogallo c’è Rafael Leão, con l’Olanda Tijjani Reijnders, con la Svizzera Noah Okafor, con la Danimarca ancora Kjær, alla seconda edizione degli Europei con la maglia del Milan. Il primo gol rossonero del torneo è di Luka Jović: a Monaco di Baviera entra dalla panchina e al 95′ segna di testa l’1-1 della Serbia contro la Slovenia (Europei 2024).

I milanisti e le altre Nazionali

Quasi la metà delle convocazioni rossonere, 31 su 63, arriva dall’Italia. Dopo gli azzurri le Nazionali più rappresentate sono l’Olanda con 8, la Francia e la Danimarca con 5, la Croazia con 4 e il Portogallo con 3.

Il confronto con l’altra squadra di Milano è simile: anche l’Inter ha portato agli Europei 52 giocatori, ma in 14 edizioni e con un campione d’Europa in più, come racconta la storia dell’Inter agli Europei.

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