Mentre la Nazionale maggiore riparte con Roberto Mancini e affronta la Nations League, con la necessità di riscattare le delusioni degli ultimi anni, altre otto squadre nazionali raccontano una storia diversa fatta di buoni risultati e alcuni grandi successi.
Le nazionali giovanili italiane hanno vinto due titoli continentali negli ultimi tre anni e sfiorato un titolo mondiale.

Come sono organizzate le nazionali giovanili azzurre
Tutte le nazionali giovanili italiane fanno capo al Club Italia, la struttura federale che gestisce le rappresentative azzurre, presieduta da Claudio Ranieri. Il coordinamento tecnico è affidato dal 2016 a Maurizio Viscidi, con Daniele Zoratto come vice: è lui a supervisionare le selezioni dall’Under 15 all’Under 20 e a fare da collegamento con l’Under 21 e la Nazionale maggiore.
Dall’agosto 2026 si è aggiunta una figura nuova. Gianfranco Zola è entrato nel Club Italia come coordinatore dei progetti delle attività giovanili, con un incarico trasversale su metodi di lavoro e progetti di sviluppo, in continuità con la riforma che porta il suo nome e che in Serie C ha favorito l’impiego di calciatori provenienti dai settori giovanili.
Malagò e Ranieri lo hanno voluto per affrontare un problema che Ranieri stesso ha riassunto in una frase: nei settori giovanili italiani si insegna troppa tattica e troppo poco a giocare.
Under 21: la porta d’ingresso alla Nazionale maggiore
È la selezione più vicina alla prima squadra, e la Federazione la definisce l’anello di congiunzione tra le nazionali giovanili italiane e la Nazionale maggiore. Sulla panchina c’è Silvio Baldini, con Andrea Barzagli come assistente.
Cosa ha vinto. È la più titolata del gruppo: cinque volte campione d’Europa di categoria, con l’ultimo trionfo nell’ormai lontano 2004. Da allora una lunga astinenza e da ultimo l’Europeo del 2025 quando il cammino si è fermato ai quarti, per mano della Germania.
I prossimi appuntamenti. Si gioca tutto nelle prossime tre settimane. Nel girone E delle qualificazioni all’Europeo 2027, che si disputerà tra Albania e Serbia, l’Italia insegue la Polonia a tre punti di distacco con 21 punti in otto partite: sette vittorie e una sola sconfitta, subita proprio in Polonia lo scorso novembre.
Il raduno con Baldini a Tirrenia è stato previsto per il 21 settembre, con due amichevoli contro le Primavera di Empoli e Spezia. Poi il primo ottobre la trasferta in Armenia, e il 5 ottobre allo stadio Adriatico di Pescara lo scontro diretto con la Polonia. Passano la prima classificata di ogni girone e la migliore seconda tra i nove gruppi.
Da seguire. Francesco Camarda, attaccante classe 2008 del Milan, resta il talento più discusso del vivaio italiano da almeno tre anni. Honest Ahanor, difensore centrale mancino del 2008 passato in estate al Crystal Palace, è uno dei giovanissimi convocati da Mancini che militano all’estero. Mattia Liberali, trequartista del Como, chiamato proprio ieri da Baldini alla prima convocazione in Under 21.
Under 20: il laboratorio e il Mondiale 2023
Affidata a Carmine Nunziata, che l’ha già portata a un secondo posto mondiale, l’Under 20 ha una particolarità: partecipa al Mondiale di categoria solo se l’Under 19 si è qualificata l’anno precedente. Quando questo non accade, funziona da squadra sperimentale in vista dell’Under 21.
RIsultati recenti. Secondo posto al Mondiale 2023, terzo nel 2017, quarto nel 2019: un rendimento continuo ad alto livello. Ha inoltre vinto tre edizioni consecutive dell’Elite League Under 20, il torneo a otto nazionali che sostituisce le qualificazioni continentali, tra il 2021 e il 2024.
I prossimi appuntamenti. Niente Mondiale nel 2027, perché l’Under 19 ha mancato il pass per l’edizione in Azerbaigian e Uzbekistan. Il programma riparte quindi dalla Spagna: dal 25 settembre al 3 ottobre gli azzurrini sono impegnati nel La Nucía International Tournament, dove affrontano Inghilterra, Germania e Francia. Nunziata ha convocato 25 giocatori, classe 2006 e 2007.
Nomi da seguire. Simone Pafundi, trequartista di grande qualità tecnica, resta uno dei profili più attesi della sua generazione. Mattia Mannini, capitano della selezione, terzino destro, continuo e in costante crescita. Matteo De Pieri, esterno offensivo di proprietà dell’Inter, è tra i più talentuosi del gruppo.
Under 19: reduce da un’estate da dimenticare
Alberto Bollini, che l’ha guidata per anni, è passato nello staff della Nazionale maggiore di Mancini, e al suo posto è arrivato Massimiliano Favo.
I successi. Tre titoli continentali: 1958, 2003 e 2023, quest’ultimo a Malta con la finale vinta 1-0 sul Portogallo. Nel mezzo due finali perse, nel 2016 con la Francia e nel 2018 con il Portogallo, e una semifinale nel 2022.
La delusione. Un’estate nera, doppia. Agli Europei in Galles, a luglio 2026, l’Italia è arrivata terza nel girone con quattro punti: stessi punti e stessa differenza reti della Croazia, eliminata per il minor numero di gol segnati dopo la sconfitta per 1-0 con l’Ucraina nell’ultima giornata.
A quel punto restava il playoff per il Mondiale Under 20 del 2027: contro la Danimarca, dopo centoventi minuti a reti bianche, gli azzurrini hanno perso 5-4 ai calci di rigore. Bollini, all’epoca ancora in panchina, ha sottolineato che in quattro partite la squadra aveva subito un solo gol su azione.
Nomi da seguire. Destiny Elimoghale, esterno offensivo della Juventus, è un classe 2009 già impiegato in Under 19 contro avversari più grandi di due anni. Massimo Pessina, portiere del Bologna, è stato protagonista sia con l’Under 17 campione d’Europa sia nell’ultima spedizione. Andrea Natali, difensore centrale, gioca all’AZ Alkmaar in Olanda.
Under 17: una pioggia di successi
Se le nazionali giovanili italiane hanno un fiore all’occhiello, è questo. La panchina è passata quest’anno a Manuel Pasqual, promosso dall’Under 16.
Le vittorie. Due titoli europei in tre anni. Nel 2024, a Cipro, con un 3-0 in finale al Portogallo e una doppietta di Francesco Camarda. Nel 2026, in Estonia, battendo il Belgio ai calci di rigore dopo l’1-1 dei tempi regolamentari: quattro rigori parati complessivamente dal portiere Christian Lupo tra semifinale e finale, e quattro giocatori italiani inseriti dalla UEFA nella squadra ideale del torneo.
In mezzo, il terzo posto al Mondiale Under 17 in Qatar nel 2025, miglior risultato di sempre per la categoria. Prima del 2024 l’Italia aveva collezionato tre secondi posti europei, nel 2013, 2018 e 2019.
Rinnovamento. Ricostruzione totale del gruppo: la generazione campione d’Europa è ormai in Under 18 per poi passare in Under 19. La stagione è dedicata alle qualificazioni all’Europeo 2027 di categoria, con la prima fase in autunno.
Nomi da seguire. Christian Lupo, portiere del Lecce, è l’eroe dell’ultimo titolo e ha già esordito in Under 18 a sedici anni. Marcello Fugazzola ha chiuso l’Europeo con due gol, incluso il pareggio al 90′ in finale. Lorenzo Dattilo, terzino sinistro appena sedicenne, nell’ultima stagione ha segnato sei gol da difensore.
Under 18, Under 16, Under 15 e il progetto Under 14
Le altre tre categorie non hanno competizioni continentali ufficiali e lavorano su tornei di sviluppo e amichevoli internazionali. L’Under 18 è affidata a Daniele Franceschini, che arriva dal titolo europeo Under 17 del 2026 e continua a seguire lo stesso gruppo nella nuova categoria. L’Under 16 è ora affidata alla guida di Giovanni Costantino, tecnico con un lungo percorso tra Finlandia, Ungheria, Slovacchia, Cipro, Romania e Moldova. L’Under 15 resta a Enrico Battisti, affiancato come assistente da Antonio Candreva.
Nel 2026 la FIGC ha introdotto il Progetto federale Under 14, supervisionato da Luigi Milani, pensato per abbassare l’età d’ingresso e allineare l’Italia alle altre federazioni europee.
Il paradosso: campioni a 17 anni, in difficoltà a 21
Le spiegazioni sono diverse e nessuna basta da sola. C’è il problema dello spazio nei club: i ragazzi che dominano a 17 anni, a 19 spesso non giocano in prima squadra. Nelle categorie dei più giovani il talento individuale pesa più dell’organizzazione, mentre salendo diventa determinante l’esperienza che i club forniscono, o non forniscono.
C’è la questione del metodo, che è esattamente il terreno su cui la FIGC ha chiamato Zola a lavorare.
Vale la pena notare un dato che emerge dalle liste di convocati: nelle nazionali giovanili italiane di oggi ci sono giocatori tesserati con Borussia Dortmund, Real Madrid, AZ Alkmaar, Brentford, Crystal Palace, Benfica, Borussia Mönchengladbach. La formazione dei talenti azzurri passa sempre più spesso da fuori.
Gli appuntamenti da segnare
Nelle prossime settimane il calendario è fitto. Il 25 settembre l’Under 20 debutta contro l’Inghilterra nel torneo spagnolo di La Nucía. Il primo ottobre l’Under 21 gioca a Yerevan contro l’Armenia e l’Under 20 affronta la Germania. Il 3 ottobre l’Under 20 chiude il torneo con la Francia.
Il 5 ottobre, allo stadio Adriatico di Pescara, l’Under 21 si gioca la qualificazione agli Europei contro la Polonia: è la partita più importante del periodo per l’intero settore giovanile azzurro.